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[Volume Nono e volume decimo.]
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ginnasio ed a professore di fisica,lo chiamò nel 4779 a occupare lastessa cattedra nell’università diPavia, e sedervi coi Fontana, gliSpallanzani, i Franck, i Tissot, egli Scarpa. In quell’ eletto conciliodi sapienti che sullo scorcio delcaduto secolo fecero nascere nellaLombardia l’età aurea delle scien-ze, segnalò 1’ arrivo nel 4780 collainvenzione d’uno strumento abile ascoprire la più debole quantità difluido elettrico, ed è chiamato ilcondensatore. Provollo mentre siimmaginava di perfezionare l’elet-troforo, e ne variò in tre manierela costruzione. Il primo dei conden-satori si forma con un disco dimarmo bianco, cui si soprapponeun disco di ottone isolalo ; 1’ altroinvece del marmo ha un disco di le-gno, al quale è applicato con parti-colari avvertimenti del taffettà; ilterzo è un congegno di due dischidi ottone coverti da un leggierostrato di vernice. I fisici pregianosovra tutti il condensatore di mar-mo. Biot, amico di Volta e che loconobbe di presenza, asserisce cheVolta, malgrado delle più profondediscussioni coi fisici geometri La-place e Coulomb, ingannato dallesue atmosfere elettriche cui tuttoriferiva, non intese mai, benchéfosse l’inventore, la giusta teoriadell’ elettroforo e del condensatore.Quindi lo taccia d’ignorante nellamatematica, e di poca attitudine aivoli sublimi della filosofia. La suaperspicacia, egli dice, lo scorge dalontano e con sicurezza grande, masempre coi metodi sperimentali,

nella scoperta del vero. Adunquedovranno essere tutti, rispondere-mo a Biot, eccellentissimi geome-tri? Lagrangia, che fu principe de’matematici, ha forse fatte in fisicale scoperte di Volta? Senza detrar-re alla eccelsa fama di Biot, ed alprincipio inconcusso, che la fisicaè del tutto zoppa senza l’aiuto del-te matematiche, dove è un contem-poraneo di Volta, e si prenda puretra’ fisici più studiosi del calcolo,che Io abbia avanzato nell’ impor-tanza delle scoperte? Come tuttele terre non portano tutte le qua-lità di frutti, così tutti gl’ ingegninon sanno essere dotti in tutte lescienze, o perchè non le meditanodi proposito, o perchè non si sen-tono a tutte inclinati. La grandeperizia di Volta negli sperimentici donò la pila, ma è tuttavia dispu-tabile che avrebbe fiuto, se, man-cando a lui quella perizia, fossestato un novello Euclide.

Volta per mezzo del condensa-tore e dell’ elettrometro di Cavallo,che perfezionò sostituendo alle pal-lottoline di midolle di sambuco edai fili metallici due pagliuzze mo-bili e parallele, giunse coll’ esamedell’elettricità che si sprigiona nellefermentazioni e nell’ evaporazioneallo scoprimento della vera originedell’elettricismo atmosferico. Fran-klin, Saussure, Ilenly e Cavalloavevano prima di lui impreso que-sto studio, ma, sforniti di buonistrumenti, avevano fatto nulla. Non^spaventato egli dalle difficoltà, rin-novò le sperienze. Parve non pos-sibile a lui, che le dissoluzioni, le