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o impiagate ; e fino si provò, mainutilmente, di stimolare collo stes-so artifizio i sensi dell’ odorato edel gusto. « Da tutte queste spe-ranze, diceva,... non si può cer-tamente trarre argomento di unavera elettricità animale, cioè pro-pria degli organi, i quali mostrati-si meramente passivi ; ed attiviinvece i metalli, qualunque voltaquesti essendo di specie, o per al-tra qualità diversi, e trovandosiapplicati a parti umide e benecombaciandole, ne smovono il flui-do elettrico, e Io traggono, se purhanno comunicazione tra loro ingiro ». Quindi ci ragguaglia, cheaveva ottenuta la stessa trasfusio-ne del fluido elettrico col rifarele sperienze non sopra animali,ina sopra materie, inzuppate diacqua, e meglio su l’istessa acqua.Conchiude egli: « è dunque fin quitutto effetto di un tale combacia-mento di metalli , nei quali casinon sono essi semplici deferenti ,come in altri, ma veri motori edeccitatori di elettricità ; e questa èuna scoperta capitale. Resta a sa-pere se in alcun caso possono at-tribuirsi le contrazioni e i moti mu-scolari negli animali preparati etentati alla maniera del sig. Galva-ni ad una elettricità propria degliorgani... come ho creduto io pureda principio, ma ora ne dubito for-temente ». E i dubbii diventaronoquasi certezza, allorché vide che imoti convulsivi degli animali nonsi operavano mai, o quasi mai, sen-za il contatto di qualche metallo,o, il che riesce più evidente, di due
metalli diversi. Che piu resta, do-mandava a sè stesso, dell’elettricitàanimale ammessa dal Galvani ?Nient’ altro, che la prodigiosa irri-tabilità dei nervi che servono allesensazioni ed ai moti massime vo-lontari! per lo stimolo dell’elettricomesso in fuga da esterne cagioni.Nello spirare del citalo anno 1792inserì nel Giornale scientifico diLipsia un saggio di osservazionisull’elettricità animale. Dopo aver-ne divisati i fenomeni avverti, chetroppo francamente erano ascrittialla elettricità animale propria-mente detta, e che in cambio si do-vrebbero ascrivere ad un’ elettrici-tà artifiziale ed estrinseca, destatadal mutuo contatto dei metalli edel carbone. Erasi accorto che ilcarbone non solamente era con-duttore, ma anco motore eccellen-te di elettricità nel contatto deimetalli, soprattutto dello stagno edello zinco. Nel 1794 in una letteraa Vassalli professore di fisica a To-rino venne con nuovi fatii confer-mando la sua teoria, e se ne palesòtalmente convinto, che decise dichiamare questa specie di elettri-cità non più elettricità animale ,ma elettricità metallica. Chi conarmi migliori oppugnò oltremon-ti l'ipotesi di Galvani fu Pfalf pro-fessore a Riel, ma erra il Li-bes a dire, che costui fosse ilprimo che dichiarò falsa quell’ ipo-tesi. Volta 1’ aveva impugnata finodall’ estate del 1792, e Pfaff nonrese pubblica colle stampe di Stutt-garda, che nel 1793 la sua primadissertazione sull’ elettricità anima-