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[Volume Nono e volume decimo.]
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somiglianti, tanto più vigorosi nelprodurre l’elettrico. Ottenersi colduplicatore i segni elettrici anchesolo dal mutuo contatto di condut-tori umidi.

Le sperienze eseguite coll’ ar-gento e collo stagno le ripetè Vol-ta con altri metalli, e corpi con-duttori e motori. Sul principio del-la scambievole virtù loro compilòuna serie che comprende un duedecine di combinazioni, e quasi inuno specchio si vede in qual casosì agiterebbero per moti convulsi-vi le rane, in qual altro ricusereb-bero. Da una lama di metallo, dauna riga di legno e da altre mate-rie, isolate bene ed esposte perbreve tempo al sole, al fuoco, osoltanto in luogo caldo situate, eb-be segni di elettricità, negativa. A-veva poi segni più espressi dellamedesima elettricità se tali materiele appendeva ad un cordone diseta, e per due o tre minuti le ag-girava rapidamente, a modo difiomba, nell’aria. L’elettricità posi-tiva si manifestava allorché glistessi corpi in luogo più freddo edumido, che 1’ ordinario, erano col-locati. Ebbe elettricità col semplicecontatto isolato, con metallo di di-versa specie isolato, o non isolato ;e nel 4797 pervenne ad avere se-gni elettrici immediate dagli stessimetalli, senza nemmeno far uso delcondensatore. Nel contatto eranotanto più sensibili i segni, quantoerano più ampie le superficie unite;e se i due metalli si toccavano soloin due punti, come avverrebbe didue sfere, allora l’ elettricità messa

in moto era sì piccola che, per ta-cere del condensatore, a stento sirendeva sensibile col duplicatore.

Dopo fatti sì solenni, che più re-stava all’invenzione della pila? Nonsi sapeva già che quanto sono piùampie le applicate superficie , al-trettanto sono maggiori i punti delcontatto, e quindi più gagliardi isegni elettrici? Non si sarebbe po-tuto agevolmente pensare all’ arti-fizio di comporre insieme molte diquelle superficie metalliche a mododi coppie, frapporvi un corpo con-duttore, e, sommando l’energia lo-ro, aversi la pila ? Certo, a giudi-carne adesso, il trapasso era facile.Ma dopo che si seppe l’effetto dellelenti negli occhiali, quale maggiorefacilità ad inventare il telescopio ?Eppure volsero un tre secoli daun’ invenzione all’ altra. Per Voltanon trascorsero che tre anni. Inten-to ad oppugnare l’ipotesi di Gal-vani e riconfermare la propriateoria, non volle così ad un trattosollevare la mente a più alta meta.Disse solo : « in vero un’ elettricitàcosì chiara, ottenuta coi semplicitoccamenti metallici, è cosa affattosorprendente ; e grande stuporeha recato infatti a tutti gl’intelli-genti .,. Elettricità che è in certomodo di mia giurisdizione, e chenon mi si contrasterà più di po-ter chiamare elettricità metalli-ca ». Forse la natura che era perSvelargli pienamente uno de’ suoipiù alti segreti, volle, mentre eglipiù da vicino la vagheggiava egià era in atto di sollevare tuttoil misterioso velo, ascondersi an-