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[Volume Nono e volume decimo.]
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nel celebre collegio di S. France-sco Saverio, ove tuttavia dimorava-no gli altri due suoi fratelli. Ap-prese umane lettere dal p. Massi-miliano Gonzaga, logica dal padreSbruglio, ed ivi si strinse in amici-zia col marchese Jacopo Marescottie col conte Giammaria Mazzuchel-li, amicizia che durò, finché visse-ro, inviolata. Nel 1727 ritornossenein patria, e il genitore gli si fecemaestro nella geometria, nella tri-gonometria, nella statica, nella di-namica e nelle altre scienze fisico-matematiche ; nelle quali ebbe acompagno il p. Rampinelli, chenello apprendere la dottrina dallelabbra del padre apprese anco adamare il figliuolo, e d’un amore,che si conservarono a vicenda for-tissimo ed inalterabile. Come nellastoria scientifico-letteraria mi sipresentano degl’ illustri personag-gi, uniti insieme dal vincolo di no-bile amistade, che senza invidia re-ciprocamente fan parte de’ propriilumi, e congiungono le proprieforze per metter capo allo scopri-mento del vero, s’accheta per pocoil grave rammarico, che m’ angenel vedere troppo spesso il campodelle lettere e delle scienze, checampo esser dovrebbe di pace ed’ubertosa ricolta, convertirsi incampo di battaglie fierissime e didistruzione. Due anni dappoi porta-vasi all’ università di Padova, ondeimprendere gli studii legali, mal’ingenito amore alle matematicheerasi di già sviluppato sotto allapaterna disciplina, e « Ulpiano e» Bartolo, scrive il citato Zendrini,

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» non hanno grandi attrattive pe-» gli aderenti d’ Archimede e del» Galilei ». Quindi nel 1731, otte-nuta la laurea, ricco di nuove co-gnizioni e della conoscenza intrin-seca del Poleni, del Lazzarini, delSerry, del Vallisnieri e d’altri di-stinti professori, riedeva ai lari do-mestici, ed ivi a tutto agio potèaprire il bramoso animo a queglistudii, a cui la natura il chiamava.Tuttavolta non trascurò quelle arti,che tornano a gentilezza ed alle-gramento della vita ; e si ebberole prime prove del suo ingegno lapoesia, come appare dalla lettera-ria corrispondenza che tenne dique' giorni col fratello Yincenzoprofessore di retorica in Padova;la pittura, come si appalesa dal ri-cordarlo che fa nella Vita de J pit-tori di Venezia e dello stato Ve-neto Natale Melchiori ; la musica,in che appresso giunse ad una me-ta luminosissima. Queste occupa-zioni però dalle principali noi dis-toglievano, nè dal prestare un’o-pera, quanto pietosa, altrettantoall’ inclinarsi dell’età dell’affievolitogenitore, necessaria. Da Padova,da Milano, da Modena, da Bolo-gna, da Firenze, da Roma, da tut-ta Italia e da’più lontani paesi puranco richiedevasi il giudizio di Ia-copo intorno alle più ardue scienti-fiche speculazioni, e gli si inviavanolunghe opere di fisica e matemati-ca, perchè ne assumesse lo esame,e Iacopo « si valeva del figlio per» rispondere .... ed affidava senza» timore la celebrità del suo nome» alle industriose e compiute rispo-