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[Volume Nono e volume decimo.]
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al conte Fioravante Azzoni Avoga-ro : « Richiami, scrivagli, a memo-» ria, che sino dall’ anno 4742 mi» eccitò a dettare su questo argo-» mento una breve istruzione, ed» avendo intrapreso il lavoro, mi» crebbe talmente la materia fra» le mani, che provenne 1’ opera» mentovata, la quale dovrebbe es-» sere ormai ridotta al termine, se» dagli studi fisico-matematici, e» principalmente dall’ acustica....» non fosse stata lungamente e fre-» quentemente interrotta ». Que-sta è l’opera, che gli valse presso acinquant’ anni di cure affannose, egli offerse difficoltà a superarsigravissime. Per essa imprese unalunga corrispondenza di lettere, esvolse i trattati de’ più celebrimaestri italiani e stranieri, del Ra-meau, del Giannini, del Martini,del Valloni, del Sacchi, e di tutti,che aveano scritto prima di lui. Lemolte cognizioni però fisico-mate-matiche di Giordano assicuravanoai suo trattato la preminenza, enulla infatti rimaneasi che non fos-se e rintracciato nelle sue cause eda convenienti leggi diretto : in es-so nuove ed accuratissime teorie siproponevano, ed arricchito era dinon poche scoperte ; importantissi-mo poi sopra tutti riuscir doveva ilquarto libro, ove parla « de’ musici» temperamenti, e si ferma in ispe-» cial guisa a porre in chiaro l’in-» eguale accordatura degli stro-» menti, e disvela inoltre la fa-ll colta, che ha la musica d’imitare» il senso della parola e risvegliare» nell’ animo i varii affetti » ; eVoi. IX.

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quindi comunicava intorno all’ o-recchio mirabili dottrine. Da tutteparti lo si eccitava, perchè si risol-vesse una volta di pubblicare un’o-pera di tanta lena e vantaggio,e fatto lo avrebbe nel 4787, incui il manoscritto era perfetta-mente apparecchiato per la stam-pa, ed emesso anche il program-ma , ove 1’ avidità e l’ingannotipografico non avessero impedito,che l’autore e con esso i dotti ita-liani conseguissero lo scopo deside-rato. Giacque allora il progetto,risorse poscia, ma per poco, poiché1’ età del Riccati volgeva al suo fi-ne; nè forse risorgerà più mai. Perritornare poi da cotesta digressio-ne agli studii di Giordano, dirò che1’ architettura non fu l’ultimo ar-gomento dell’amor suo, e ne fanprova le opere da lui date alla lu-ce « intorno alle strutture archi-li tettoniche, intorno al modo di» costruire un portico cd una scala» elittica, intorno allo sfiancamento» degli archi ed allo scomparti-» mento dei triglifi, dentelli e mo-li diglioni, intorno le volte, le lu-ii nule, i sesti, i soffitti, le cupole »ed altre molte che tornerebbe so-verchio il ripetere; ne fan prova lefabbriche dietro a’ suoi disegni in-nalzate, e tra le altre la facciata diS. Teonisto, la chiesa di S. Andreae la cattedrale di Trevigi. In mez-zo all’ ardua varietà di tante scien-tifiche indagini trovava per anco iltempo di promuovere nelle societàpiù elette, e nell’educazione di sve-gliati giovani ed amorosi del sape-re le ottime discipline, e, tra questi,4°