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[Volume Nono e volume decimo.]
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condussero alla invenzione dellapila. Mocchetti fu il primo, che alleuniversità germaniche rivelò i mi-steri delle più belle scoperte diVolta, e ci bastino i nomi illustride' suoi amici Psaff e Lichtenberg,e massime di Psaff, che fu a unpunto e non prevenne il Volta colprodigio della pila.

Nel ritorno ripigliò 1’ uffizio dimedico in Tremezzina. Venuti itempi burrascosi della Lombardia,e non negandosi alla patria, cheaveva posta fiducia in lui, accon-senti di essere membro del consi-glio così detto dei Juniori in Mi-lano, e con stipendio di lire seimilaall’ anno. Quivi non potè servireche di testimonio a quello, che ve-niva ordinato dalle baionette fran-cesi. — Noi vi abbiamo fatti e noipossiamo disfarvi, dicevano i capo-rioni di Francia ; nè voi per altrosiete qui raccolti, che per obbediree tacere. Volete parlare ? Applau-dite. — In certa occasione un co-tale di quelli, parrai il Trouvè, dis-se a tutta 1’ assemblea : Non consi-deraste voi mai il legname, che siadopera pei ponti di una fabbri-ca ?.. . Ultimata la fabbrica, sistrappa dal luogo e si butta sulfuoco. — Il rumore, che si eccitòd’indegnazione nella sala, estinsela voce nella gola al leguleio fran-cese, non già la baldanza. Avevaalle spalle i tremendi granatieri diBonaparte. Il Mocchetti abbandonòMilano innanzi che dall’ impiegocessasse, e questa la chiamò poisempre una buona inspirazione.Eravamo gente inutile, soleva dire,Voi. IX.

e mi tremava la mano a prenderequelle lire seimila. Per la maggiorparte le distribuì in limosine, el’ultima rata di lire duemila ri-fiutò.

Nel 1803 fu eletto professore diagraria e di storia naturale nel liceodi Como, poscia ebbe la fisica. En-trando alla prima di queste catte-dre, recitò l’orazione inaugurale dicostume, e la divulgò colle stampe.È lavoro di sola erudizione, e luistesso se ne teneva poco soddisfat-to ; da scusarsi però, essendoglistato imposto 1’ argomento da chipoteva più di lui. Aveva in animodi proporre una compagnia di a-gricoltura in Como, la quale si fos-se occupata di prosperare le terrenostre, introducendo quanto vi hadi buono presso gli altri popoli econviene al nostro clima, e diffon-dendo manuali ed altri libricciuoliutili alla scienza, scritti senza pre-tensione e intesi dal contadino.

La fisica sperimentale insegnòcon applauso. Naturale facondiaaccresciuta dall’ arte, pronunziachiava, un bel porgere e dottrinamolta si ammiravano in lui. Erasì ricca di cognizioni quella suamente, che impreparato dissertavasu quella materia, che tu gli avessimessa innanzi da trattare. Perso-ne provette negli studii frequenta-vano la scuola di lui, e talora volleesservi presente il Volta, e lui, cheinchinavano le università di Lon-dra e Parigi, pendeva dal labbrodell’ eloquente discepolo. In certaoccasione, in cui tentò e riuscì neldifficile congelamento del mercurio,4 a