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[Volume Nono e volume decimo.]
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tanto se ne allegrò il Volta, checorse ad abbracciarlo in presenzadegli scolari e gli disse : Bravo ilmio Blocchetti. Francesco primoimperatore, rivedendo nel 4816questa città, s’intrattenne lunga-mente col Mocchetti nel gabinettodi fisica, e sopra invito di lui furo-no ripetute le principali sperienzedi Volta. Le lodi di Volta e di Co-mo congiunse Francesco alle lodidel Mocchetti. Un subalterno, tuttointeso a cavarsi dal seno un memo-riale per l’imperatore, avendo perdisattenzione lasciata scoppiare lapistola elettrica, e mostrandonesorpresa e dispiacere il Mocchetti,l’imperatore gli disse : Coraggio,professore l Non è il cannone diLipsia.

Carolina, principessa di Galles,stabilitasi l’anno 4815 in Cernobio,nominò medico di corte il Mocchet-ti, e il volle sempre seco alla men-sa, al passeggio, al teatro. Era eglimirabile in quelle conversazioni,dove parlando con garbo varie lin-gue di Europa, sapeva abbellirecolle naturali grazie della sua fa-condia le più aride materie. Ac-compagnò nel viaggio a Roma1’ illustre pellegrino, conobbe dipresenza il Perticaci, con cui ebbecommercio epistolare, l’Antaldi, ilCassi e più altri gloriosi uominidell’Italia di mezzo -, e i capolavoridi Roma e di Firenze avendolo ac-ceso in nobilissima fiamma,improv-visò, meglio che scrisse, dieci let-tere su le belle arti. Si stamparonoa Milano nel giornale II Raccogli-

li n solo volume e in numero mag-giore, ma la morte glielo impe-dì. Un esemplare postillato di suamano è in potere del prelodatosig. Fr. Ambrosoli. IVon vi ha cosenuove, ma costantemente buon gu-sto, eleganza e vivacissimo stile,che quasi tiene luogo di novità.

Onorevole amico della generosaCarolina, sentiva di dolore spez-zarsi il cuore, quando in faccia lecamere d’Inghilterra le si comin-ciò quel processo, che a lei dovevavalere vita e riputazione. Era pen-sativo, faceva voti pel trionfo diquell’ infelice rampollo d’Este, e lavile plebaglia malediceva, che rag-gruzzolata su pei trivii d’Italia, esubornata dall’ oro passò lo strettoa depositare contro la benefattrice.E se lord Rrougham avesse vedutele lagrime del buon Mocchetti, cer-to non avrebbe dalla tribuna ingle-se disonorato il popolo italiano. Unventi anni di poi chè era morta lasua Carolina, palesò coi seguentiversi il proprio cordoglio :

Di Cernobio ecco alla rivaIl nocchier vogando arriva ...

La nel seno piti gemilePorge albergo signorile ,

Che con anglici tesoriOrnò già l’augusta dori,

E ne rese la magionePuri al fasto di Albione.

Quivi un dìfestosi balliEntro i liquidi cristallijTesseun ninfe ognor giuliveRallegrando quelle rive :

Or non s’odon thè dolentiEmpier l’aer di lamenti,

Ripetendo alla pendiceLa regai Glori injèlicc . . .