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[Volume Nono e volume decimo.]
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gii amici e le più distinte personedell’ università da cui era continua-mente visitato, si consolavano delsuo ben essere, quando improvvisa-mente aggravatosi il suo male, ilgiorno 43 agosto dopo il suo com-pire del sessantesimo anno, nellebraccia degli amici ed allievi, rese aDio l’anima sua ingenua e pura.

Furono oltremodo commoventi ifunerali di quest’uomo insigne: con-corsero spontaneamente al funebrecorteggio una gran parte dei digni-tari! dell’Istituto, dell’università edi tutti i collegi della capitale, in-sieme co’professori, co’dotti, e conbel numero di alunni che vollerorendere l’estremo onore all’ estintoloro maestro. Il signor Guignaut,come testé si è accennato, direttoredella scuola normale ed allievo delMabellini, pronunziò sulla tombadel defunto amico un’eruditissimaorazione, che fu stampata, ove con-chiuse, che sebbene il Mabellini nonavesse lasciata opera di gran mole,ciò non per altro le Memorie perlui date in luce ed i manoscritti perlui lasciati essere capo-lavori del-l’umano sapere, i quali spanderan-no quella fama che per la troppamodestia dell’ autore non gli pro-cacciarono in vita. « M. Mablin (scris-» se il Moniteur) n’a laissé que quel-» ques mémoires : mais ses mémoi-» res sont des chefs-d’ceuvre d’éru-» dilion ingénieuse et de clarté : au» reste ses élèves sont le témoigna-» ge vivant de sa Science: son oeuvre» se perpétuera par les rejetons» qu’ il a formés, et son nom, peu» connu pendant sa vie, obtiendraVoi. IX.

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» avec le temps line célébrité dura-» ble » (1). Dopo il signor Guignautsalì sulla cattedra il più intimo ami-co del Mabellini, il signor Yiguier,ispettore dell’ università: se queglicommosse gli uditori col forbito suodire, questi trasse le lagrime, pe-rocché dopo aver egli pronunziatobrevi parole, fu dal dolore si viva-mente oppresso, che d’improvvisoammutolì, per dare sfogo a dirottis-simo pianto, e fu l’amarezza di que-sto vero amico sì forte, che a sten-to, nella universale commozione,potè barcollando allontanarsi daquel luogo funesto.

Aveva il Alabellini prima d’ ab-bandonare il Piemonte lasciato ilsuo testamento nelle mani del suocaro avvocato Canalis, in cui avevadisposto d’ogni suo avere a prò disuo cognato; ma siccome questi giàera mancato di vita all’ epoca dellasua ultima malattia, deciso egli ave-va di fare un’altra disposizione te-stamentaria, colla quale restasse ilsuo grande amico Yiguier erede uni-versale; aggravatosi però improv-visamente il male, non ebbe piùcampo di mandare ad effetto il suodivisamento : per conseguenza morìquasi ab intestato, e due de’ suoinipoti furono dichiarati dalla leggepadroni dell’ eredità. In questo luo-go mi trema la mano scrivendo, edassai dolorosa è per me l’idea chenessuna briga questi suoi congiuntisiensi data per la memoria d’un uo-

(i) V. Necrologie de M. Mablin. Moni-tear, mardi 19 aoùt 1834 — Si cita questosolo giornale come olficialc.

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