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[Volume Nono e volume decimo.]
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L’anno 4832 11 Cholera morbusvenne a flagellare la Francia, e fuin Parigi in tutta la piena di suaforza, nel qual tempo il Mabellini,tuttoché di complessione gracile edal sommo meticoloso, seguitò im-perterrito le sue lezioni. Nell’agostodi detto anno venne dal re LuigiFilippo insignito dell’ Ordine eque-stre della Legion d’onore. Tale giu-stizia resa a sì grand’ uomo destòun’insolita gioia in tutta l’univer-sità, ed il signor Guignaut, direttoredella scuola normale, già stato suoallievo, con tutta l’espansione dicuore, seguito da una folla d’amici,andò egli stesso ad apporgli sulpetto la croce d’onore fra il giubiloe gli evviva degli astanti.

Tenne il Mabellini in gran pregioil favore del re, si fregiò della divisa,ma non insuperbì, non fece ostenta-zione, nè mai volle mutare il titolodi professore della scuola normalecon quello di cavaliere, perocché,diceva, essersi quello acquistato conlunghi studii e fatiche, essere que-sto un solo tratto della reale muni-ficenza.

Dopo la malattia del 4829 ebbepiù volte a ricadere infermo e prin-cipalmente nel 4832 ; ciò non per-tanto proseguì le sue lezioni. Di-cemmo or dinanzi essere egli statomai sempre di gracile complessionee di salute cagionevole in seguitoad una malattia epatica sofferta neisuoi primi anni, locchè lasciollo sog-getto all’ipocondriasi, per eui gli sisviluppò un carattere veramentesingolare. Egli era di natura buo-no, dolce, in ogni cosa trovava il

lato bello: aveva In aborrimento lamaldicenza e l’invidia: spingeva laamicizia all’eccesso, ma non l’ac-cordava se non a chi era integro escarso di parole: rideva facilmentein compagnia, ed in solitudine, cheera la sua delizia, stava assai cupo.Dubitava sempre d’essere ammalatoo d’essere prossimo a divenirlo: te-meva il freddo, l’umido, ed avevain orrore l’aria, per cui non sareb-be rimasto in una camera, ove fos-se una finestra od una porta aper-ta, quantunque nella stagione esti-va. Nell’agosto del 4849 essendoegli presidente d’una Commissione,per essersi lasciata socchiusa unafinestra della sala in cui erasi tenu-ta la prima seduta, il dì seguente sidismise da tale dignità ; ed una serad’inverno nel 4828 all’uscire dallaconversazione del ministro, essen-dogli caduto un guanto, non osòraccoglierlo per timore di raffred-darsi.

Non ostante siffatte cure, l’inco-stante clima parigino eragli omoge-neo, e sebbene ne’ suoi ultimi anniandasse soggetto ad attacchi di di-spnea, potè tuttavia ancora prosegui-re la scuola per alcuni mesi del 4834,ma finalmente ne fu impedito dalladifficoltà di respiro : una corteselettera del ministro lo invitò a pren-der cura della propria salute, e bre-vi giorni dopo egli si pose in letto.Nello aggravarsi del male, il mi-nistro dell’istruzione pubblica glimandò il proprio medico, ed ognigiorno richiedeva una relazione del-lo stato sanitario di lui. Miglioròalquanto nel mese di luglio, e già