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[Volume Nono e volume decimo.]
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Pubblicò egli il suo scritto col se-guente frontispizio: Mémoire surces deux questions : Pourquoi nepeut-on fairedes vers francaissansrime? Quelles sont les difficullèsqui spoppo seni à V introduction durtjthme des aneiens dans la poesiefrancaiseì Ouvrage qui a obtenuune mention honorable à la secon-de classe de l’ Institut le 5 avril<1813. Par I. B. Mabelin, ancienMaitre de conférences -à V écoleNormale, secrétaire de M. le chan-celier de l’université imperiale. AParis, chez Debray, libraire, rueSaint-Nicaise, n.° 4. Coll’epigrafe:« Nani veneres habet et charitesvox undique veslra — Sed veneresalias, atque alias charites. Thom.Yalpergiae Calusii latina carmina. »Quest’ opuscolo di 74 pagine in 8.°stampato da Fain, rue Bacine, pla-ce de l’Odèon, è diviso in due capicon un supplemento di cinque pa-gine.

Discute l’autore colla massimaprofondità di sapere tale argomentopassando all’analisi delle lingue ita-liana, spagnuola, portoghese, tede-sca, inglese, latina e greca, produ-cendo di ciascuna testi di poesia, edi diversi metri, e conchiude che sipossono far versi sciolti francesi,come in qualunque altra lingua,quando si abbia riguardo al nume-ro delle sillabe ed alla posizionedegli accenti: potersi eziandio farversi esametri, pentametri, safficiecc. come i greci ed i latini, quandosi abbia mente all’accento e non allaquantità, locehè distingue le linguemoderne dalle antiche. Prova poi il

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suo assunto colla produzione di ver-si francesi, che l’orecchio tali lisente, senza la rima, ed esametri epentametri suonanti come gli anti-chi. E se la lingua francese nonvanta ancora un ragguardevolescritto in versi sciolti (vers blancs),nè le lingue moderne un’ opera di-stinta in metro antico, non deesiascrivere tale difetto alla naturadelle lingue, ma bensì alla mancan-za di poeti che di tal cosa si sienooccupati.

Nel 4817 venne in Parigi allaluce la famosa edizione della Lusia-de del Camoens, adorna d’elegantis-sime incisioni, sotto la direzione delcelebre letteratoGiuseppeSouza(i).Siccome la prima edizione della Lu-siade comparve nel 4372 in Lisbona,e che nel medesimo anno venne dallostesso tipografo Antonio Gonzalvesristampata con alcune correzioni,nacque perciò il dubbio che questaultima sia stata riveduta dall’autoremedesimo. Il Mabellini qual profon-do conoscitore della lingua porto-ghese scrisse nel 4827 un opuscolodi 77 pagine in 8.® su tale soggettocol titolo — Lettre à l’Académierogale des Sciences de Lisbonnesur le iexte des Lusiades. Paris,chez Treuttel et PFiirtz, librairesrue de Bourbon, n.° 47. 4826, im-primerle chez Paul Rénouard, rueGarancier, n.° 5. sottoscritto Ma-

(i) Os Lusiadas; poema epico de Luis deCamoés nova edicào corretta e dada a luzpar Dum Ioze Souza-Botelho. Paris. Na of-ficina typografica de Firmìn Didot impres-sor do Rey e do Instituto. MDCCCXVIJ.