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belin, sous-bibliothécaìre de Vuni-versità de Frutice. Paris, le 45mars 4826 (4).
Prende in tale scritto ad esaminale due prime edizioni del Camoens,econ grandissima cognizione di filo-logia sottomette al parere degli ac-cademici di Lisbona i suoi pensa-menti circa la preferenza delle me-desime, notando egli nella primacentosessanta errori di stampa, eventotto di meno nella seconda : edopo un’immensa erudizione sfog-giata intorno all’ estetica della lin-gua e della poesia portoghese, con-chiude con un grande elogio al si-gnor Souza, il quale purgò quelpoema da molti errori, e che se noicorresse per intiero, n’ è colpa loavere egli dato troppa preferenzaalla prima edizione.
Queste sono le sole opere, perquanto mi sia noto, che sieno statedal Mabellini date alla luce. Egliperò come studioso ed immensa-mente laborioso teneva in serbo unaquantità di manoscritti i quali furo-no dagli eredi colle masserizie pub-blicamente venduti : e siccome eradestino che il Mabellini, il quale sen-tiva altamente l’amicizia, da quellaavesse ad essergli serbata la fama,così un giovine che di lui alta stimaprofessava, salvolli dal naufragio ; equesto suo amico r parimenti dottonella letteratura orientale, ed ahi !troppo presto tolto ai viventi (2),
(1) Tanto quest’opuscolo come 1’anziaccennato sono divenuti rarissimi, e nonsenza le più minute indagini potei rinve-nirne un esemplare in Parigi.
( 2 ) 11 teologo Giovannantonio Arri ,
li consegnò alla R. università di To-rino, ove religiosamente si custodi-scono. Ed io debbo alla gentilezzadi un altro buon amico ed ammira-tore del Mabellini, l’erudito cavalie-re Costanzo Cazzerà, se mi fu da-to di visitarli e di poterne renderconto.
Aveva il Mabellini in pensiero discrivere un paralello tra le lingueromanze italiana, francese, spa-gnuola e portoghese: ed un altrotra la tedesca ed inglese, ma lasciòimperfetto tale lavoro. La linguagreca ed ebraica occupavano princi-palmente la sua mente, e già avevadato mano ad una nuova traduzio-ne del Pentateuco, spiegando unaquantità di vocaboli male interpre-tati : corredava poi tale scritto dinote, ma il tempo gli venne menoper mandarlo a termine. Volgevapoi in mente una nuova edizionedei classici greci corredati di note,e già aveva a tal uopo postillati icanti 3, 48 e 24 dell’Iliade di Ome-ro, le tragedie di Eschilo, l’Ecuba,le Coefore, i Persiani, i Sette a Te-be, di Sofocle, le Trachinie, d’Euri-pide, l’Alceste e la Medea, ed avevaeziandio tradotto queste due ultimein prosa francese; le commedie diAristofane, le Rane e le Nubi ; il Jon,l’Alcibiade I, otto idilii di Teocrito,il Tucidide, ed Erodoto.
Oltre alle due precitate trage-die, aveva pure tradotto nella stes-sa lingua le odi di Pindaro, il Lisias,il Fedone ed il Citrone; e dopo
assistente alla R. biblioteca dell’universitàdi Torino.