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to nello studio dell’ arti, risolse didarsi all’incisione in rame, e ri siapplicò con assiduità per trovareun modo nuovo e tutto suo. La fe-lice riuscita che fece, chiaramentedimostra, che la natura lo avea de-stinato a tal ramo d’arte, e quindida quel momento in poi non abban-donò più l’acqua forte e il bulino, eRoma diventò la sua patria adotti-va. Quivi pure prese moglie; mafece la scelta in modo assai bizzar-ro. Di ciò stimiamo opportuno ri-portar le medesime parole del Bian-coni.» Stava egli un giorno in Cam-po Vaccino a disegnare, non so qua-le di quelle venerande ruine, quan-do passò davanti a lui un giovanegiardiniere in compagnia di vezzosafanciulla sua sorella. È ella da ma-ritar questa giovane? domandò fran-• camente il Piranesi. Essendogli sta-to con egual franchezza dalla fan-ciulla risposto che sì, il disegnatoredepose tosto la cartella e il lapis, equi su due piedi fra gli alberi ed ilbestiame, si concluse inopinatamen-te e all’usanza del secol d’oro que-sto singoiar matrimonio. » Il Bian-coni poi non ci fa sapere se sia statofelice o no; bensì sappiamo ch’ebbecinque figli, tre maschi e due temi-ne, de’ quali Francesco e Laura solisi mostrarono eredi dell’ ingegnopaterno. Arricchitosi del commerciodelle proprie stampe, giunse a sta-bilire in Roma una casa le cui rela-zioni si estendevano in tutta l’Eu-ropa (I).
(i) Tra le carte del Tenianza (vedi piùsopra) si è trovata una lettera del Pira-
Un uomo come il Piranesi cheavea conseguito tanta fama, venneneI176i aggregato all’Accademia disan Luca. Ma quivi pure diede nondubii segni del suo troppo vivace, e,meglio diremmo, violento carat-tere (I).
Il suo molto valore gli fece gua-dagnare da papa Clemente XIII lacroce equestre, solita a concedersida’ pontefici a’ più insigni artisti ; ericevette non pochi altri segnalatifavori.
L’immensa villa Tiburtina del-P imperatore Adriano, di cui a for-za di diligenza e di fatica era per-venuto a scoprire la pianta genera-le, e copiare que’ pochi vestigi che
nesi scritta ad una sua sorella del 27marzo 1778, donde fra l’altre notizie siraccoglie, che dalla sua partenza da Ve-nezia, e da che s’era stabilmente stan-ziato in Roma, avea guadagnato da 5oin 60 mila scudi, parte de’ quali avevacon profitto investili, e parte compo-nevano i capitali, di cui la sua officinae il museo si trovavano forniti, colFin-lenzione di lasciare alla moglie ed a’fi-gli mezzi di comoda sussistenza. Le diceinoltre, che le sue opere d’incisione ed’archeologia componevano allora di-ciollo volumi atlantici, de’quali il SantoPadre faceva a quando a quando acqui-sto per regalarli a’principi che visitava-no Roma, pagandoli 200 scudi per e-semplare.
(i) Appiccò lite nelle stanze stessedell’Accademia con un architetto, per-chè non parlava dell'arte a modo suo ;e le conseguenze sarebbero state fune-ste, essendo perfino venuti alle mani,se i colleglli non si fossero adoperali asopire tanto incendio.