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Non pago di primeggiare nell’in-cisione, volle accompagnare i suoilavori con dotte descrizioni e ricer-che antiquarie, le quali dovevanoessere quasi alimento alle sue idee,spesso peregrine e nuove, e più spes-so imaginarie. Se non che questonuovo titolo di fama a cui aspiròper certa bizzarra boria, gli vienegiustamente contrastato. Noi nonpossiamo lasciar di parlarne. Fragli oppositori v’ha il consiglier Bian-coni; tra’difensori l’avvocato Pie-tro Biagi. Il Gamba si contenta didire che pende la lite. Noi in quellavece francamente asseriamo, che lalite è decisa a prò’ del Bianconi. Eperchè le dotte dissertazioni che ac-compagnano i lavori del Piranesipossano dirsi sue, conviene primaprovare :
4.° Che l’incisore veneziano co-noscesse le due lingue greca e lati-na, indispensabili a chi tratta similistudii;
2. ° Che il Bianconi, il quale scris-se i suoi cenni necrologici e gl’in-serì nell’Antologia Romana, ne’nu-meri 34, 35, 36, tre mesi circa do-po la morte del Piranesi, sia statoin altro giornale contraddetto, spe-cialmente in ciò eh’ è il suggettodella quistione ;
3. ° Che monsignor Bottari e ilpadre Contucci abbiano negato pu-blicamente ciò che afferma il Bian-coni, cioè non essere eglino stati gliautori di siffatti scritti;
4. ° Che i figli del Piranesi abbianodimostrato per mezzo di documen-ti, che quanto s’è spacciato contro illoro padre, non fu che calunnia.
Oltre di che faremo osservare,che il Biagi, per ciò che concernele notizie della vita dell’incisore,non avendo avute altre fonti a cuiattingere tranne quelle che additail Bianconi, non poteva da esse di-partirsi, se non quando lo stessoBianconi o avesse mostrato esita-zione nel riferire i fatti, o pure aves-se affermato in un luogo ciò chenega in un altro. Ma in vece eglidice a chiare note : « Cattivossi de-stramente, il Piranesi, varii insigniletterati, i quali innamorati del suoingegno e del suo bulino, non Sde-gnarono di lavorare per lui com-ponendo insigni trattati corrispon-denti a sì bei rami, ed ebbero lagenerosità di permettergli fino cheli publicasse col suo nome. Non sìdubiti di mettere in tal numeromonsignor Bottari, il dotto padreContucci gesuita e varii altri checrediamo inutile di qui nominare.Vedeva dunque Roma uscire di tem-po in tempo volumi atlantici distampa e di dissertazioni dottissimecol nome di chi appena era in ista-to di leggerle , benché potesse poirenderne buon conto, ma alla suamaniera, a chi gliene parlava. Conquasi tutti questi letterati disgusta-vasi però alla lunga, ora per la suanaturale intolleranza e rozzezza, edora perchè non volevano que’ dottiscrittori adottare le sue stravagantivisioni. » Che se al Biagi sembras-se troppa generosità quella di mon-signor Bottari e del padre Contue-ci, gli richiameremo al pensiero cheque' dotti uomini non avevano me-stieri di quelle illustrazioni per ac-