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[Volume Nono e volume decimo.]
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FABRONI (Angelo). Di Giacintaed Alessandro Fabroni, nobile edantica famiglia addetta alla fortunade’ Medici e ricordata dal Varchinelle Storie firentine, il giorno 7settembre del 4732 in Marradi ca-stello dell’Emilia nasceva Angeloed era 1’ undecimo dei fratelli. Pas-sava in patria gli anni della primasua giovinezza, e fin d’ allora trovòun egregio eccitatore agli studiidelle umane lettere in GirolamoFerri, che le professava con assailode nel Seminario di Faenza, a cuiposcia il Fabroni eonsecrava la Vitadel Facciolati, e ricordavasi dall’An-dres onorevolmente nel capo, oveparla dell’eloquenza epistolare. Co-inè appresso, a mezzo di LodovicoFabrini suo cognato, ottenne di es-sere gratuitamente accolto nel col-legio romano che dal nome del pre-stinaio Bandinelli, suo istitutore, ap-pellavasi; portossi 1’ anno 4750 allacapitale del mondo cattolico, nelfermo divisamente, come scriv’egli.di fare in guisa che ì genitori suoiavessero quando che fosse ad alle-grarsi di lui che non indarno a-vesse fermato ivi sua stanza; main breve gli fu d’uopo piangere laperdita del padre. Cogli alunni suoi

compagni nell’istituto frequentò lescuole de’ Gesuiti al collegio Naza-reno, e sortì a maestri il Pichi edil Mazzolari, e come del primo dalui tenuto in pochissima stima nonsi curava, così del secondo avrebbea tutt’ uomo voluto procacciarsi loamore. Ma, dice ei medesimo, chenon essendo da natura atlempratoalla poesia, cui insegnava il Maz-zolavi', e mancandogli quella pron-ta brillantezza d J ingegno, per cuila gioventù ottiene facilmente glialtrui suffragi, per ciò mal potevamostrare a codesto suo precettore,coni’ei valesse alcun che nelle li-mane lettere. Nullameno al pro-porsi di un trattenimento accade-mico, nel quale i giovanetti faces-sero prova del proprio valore, eichiese instantemente , e conseguì agran fatica, che gli si addossasselo incarico di scrivere la prefazio-ne latina... ed è appena da cre-dersi, conchiud J egli, come il La-gomarsini, il Lazzari ed altri Ge-suiti, il cui nome era illustre, esarà finché le latine lettere si ter-ranno in onore, mi colmassero al-lora di elogi. Accennai questo fattoperchè segna, a così dire, 1’ auroradel cammino letterario che per-