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tamentn eli’ ebbe il Fabroni a scri-vere quell’ opera della quale cosìparla il Tiraboschi, voi. VII, P. I,pag. 40 G : « L’università di Pisa» può finalmente vantarsi di avere55 una Storia degna del suo nome.55 Monsignor Angelo Fabroni dopo55 avere colle sue Vite degl’italiani55 illustri per lettere, e con quelle55 di Cosimo e di Lorenzo de Medici,55 recata sì gran luce alla storia55 della letteratura italiana, ci hass dato ora di fresco il primo tomo55 della Storia dell’università di Pisa,55 scritto con molta erudizione ess colla consueta sua eleganza ....55 Mi spiace solo che questa prege-55 volissima Storia troppo tardi al55 mio bisogno abbia veduto la luce,55 sicché io non ho potuto valer-55 mene ne’ precedenti tomi ... Io55 desidero che 1’ esempio dell’ uni-55 versità di Pisa sia dalle altre imi-55 tato, giacché ci convien confessa-55 re, trattane la bolognese, la cui55 storia è stata sol cominciata, e55 aspetta tuttora la continuazione,55 le altre non hanno ancora avuto55 scrittori tali delle loro vicende,55 che si possan leggere con piacere55 e con frutto. » Il primo volume diquesta Storia comparve in luce nel-F anno 4791 , nel 4795 il terzo, edel quarto non rimasero che de’ bra-ni manoscritti, fra cui le memorieche intorno a sé medesimo dettò,che ne valsero a guida in questicenni, e che furono stampate asuggello delle Vile degl’ Italianiper dottrina eminenti; avendo, piùche altrove, ivi sortito il conve-niente lor posto. Benché logoro
dagli anni, da’travagli e da’labo-riosi studii, non cessava dallo avvi-cendare le prove dell’ instancabileassiduità e del versatile ingegno.Vide i vantaggi che la gioventùpoteva raccogliere dalla lettura deiViaggi d’ Anacarsi, scritti da Bar-thelemy, ove in molti volumi con-densi la storia civile, militare, lette-raria, geografica della Grecia, e nedava un compendio, che ottenevadall’autore pienissima approvazionenella seguente epistola al Fabroniindiritta: « Nulla di essenziale è55 omesso nella vostra opera ; am-55 mirai la scelta ed il legame dei55 fatti, la proprietà dei termini ess la rapidità dello stile. Vi ringrazio55 della cura che vi deste per diffon-55 derne la conoscenza presso una55 nazione, i cui lumi sono pur così55 vivi, e così lusinghieri gli elogi ;» vi ringrazio della stima in che55 mi ponete di me medesimo, e della55 impossibilità in che mi trovo di55 esprimervi la mia riconoscenza. 55Vide che a compiere, sarei per dire,la serie de’ più illustri fiuti dellafamiglia Medicea, dopo aver narratola storia di Cosimo e di Lorenzo,quella gli rimaneva di Leone, e laimprese, e con alacrità di gran lungasuperiore a’ cadenti anni la ridussea fine, e di mezzo a molti scogli,in che rompe la vita del Ponteficee del grand’ uomo, si trasse felice-mente. Vide il frutto che alle lettereed alle scienze, massimamente mo-rali, ne deriverebbe dalla nitida,corretta ed intera edizione che sifacesse delle lettere del Petrarca,ed associossi a compagno Giamba-