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[Volume Nono e volume decimo.]
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de’ cognomi, facendo subir loro nelpassaggio tale un trasmutameloche indarno ci affatichiamo a rico-noscerli, se non ci sieno famigliareVollero e vogliono alcuni, che om-messi pure gli scritti della primasua giovinezza, negli ultimi ancorapecchi di animo avverso alla Chiesa,e fra gli altri argomenti adduconoquello della vita del Sarpi, ove en-comia la pietà e la religione di co-testo uomo. Ma quanti buoni nonfurono ingannati dal Sarpi vivente!Allorché di lui scriveva il Pabroni,nè la Storia arcana della vita delSarpi, nè le cento e venti sue let-tere ad eterodossi indiritte, e chestamparonsi poi dal Zerletti l’anno4802, aveano ancor veduto la luce.A prova perù de’religiosi sentimentiche tenea nell’animo radicati valgail seguente brano, col quale chiudele memorie che lo riguardano: Por-rei che il Signore mi fosse cosi pro-pizio , coni 3 io mi commuovo e tre-mo in tutte le membra allorché ri-chiamo alla memoria le molte coseeh’ io feci, e che appariranno lie-vissime ed inutili agli occhi suoi,allorché richiamo come mi sacrifi-cai alla fama, come di spesso hotrascurato e violai i doveri di uomcristiano e a 3 sacri ordini addetto,come non di rado ho perfidamenteabusato de 3 benefici! singolari chem 3 aveva egli impartito. Mi diedeegli fortune ed onori , l’amiciziadegli eguali e dei dotti, la graziadei polenti e dei re, una salute cuiperò tenni guardala dai danni del-l 3 ignavia, dello stemperamento e

delle voluttà; un ingegno mite, a-Vol. X. ' '

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mante della pace, del vero e del-V onesto, un 3 indole umana e deicostumi modesti e temperati; tut-tavia caddi in molti falli per guisada credere un peccalo il rimaner-mene in vita ove non emendi imiei trascorsi. Ed in fatti accor-gendosi del logoramento successivodelle sue forze, e della mancanzadelle gambe, si pe’ maltratti dell’ u-mor podagroso, che pel ricorreredei dolori di una storpiatura avve-nutagli molt’anni addietro, scriven-do egli fin dall’anno 4780 al p. Co-stadoni in una lettera che autografaio conservo : Sono ai bagni di Pisaperchè divenuto zoppo per un’ or-ribile caduta Jatla nel settembredell 3 anno scorso ; vo migliorandoanche con speranza di guarigione,ma lentamente: accorgendosi,dicea,dal risorgere di questi mali dellaminaccia estrema che si appressava,andavasi ad essa apparecchiando. Siraccolse dapprima nel monasterode’ Cartesiani che sorgeva presso iconfini di Pisa, e dopo essersi ivitrattenuto per alcun tempo, passò aLucca. Avvezzo a non trascorrereinoperose le ore del viver suo, ab-bandonati i profani studii, si volseinteramente a quelli della cristianapietà, e compose due libretti di pre-ghiera, de’quali dicono si compia-cesse assai più che de’ molti volumicui aveva per lo innanzi dettati. Po-chi mesi avanti la sua morte, priache in una privata accademia si di-stribuissero i Canti melanconici eliBernardo Labiosa, recitò una pre-fazione piena di alte idee religiose,che stampossi, e fu l’ultima scintilla