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[Volume Nono e volume decimo.]
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ia quanto ad essi dai governi Bava-rese ed Italiano, e su’relativi prov-vedimenti da darsi, e l’erudita dis-sertazione da lui scritta in tedescosulle differenze che passavano traia legislazione francese e l’austriaca,dimostrarono ad evidenza, quantofosse in lui profonda la scienza dellalegislazione, e la coltura scientifica.

Il dì 29 dicembre 1844 diede fineil Mazzetti in Trento ai pubblici di-battimenti criminali, alla presenzadi molto popolo, che veniva a pa-scersi dell’ ultimo spettacolo giudi-ziario. Intanto, cessate per le nuoveleggi le funzioni dell!. R. Piocura-tore generale, entrava il Mazzetticome consigliere anziano nel Tri-bunale di l.ma Istanza in Trento,ma per brevi momenti che ben va-lutando il giustissimo monarca i di-stinti e singolari suoi meriti, conSovi'ana Risoluzione 3 luglio 1815lo nominava consigliere presso ilTribunale d’ Appello del Tiralo eVoralberg sedente in Innsbruck.Qui però non si fermava la sovranagiustizia.

Fi'ancesco I. per secondare lepi'eniui'e degHtaliani erasi non sen-za gravi difficoltà indotto a fondarenel suo Regno Lombardo-Venetoun senato del supremo Tribunale digiustizia, indipendente nell’eserciziodelle sue attribuzioni dal Supremoin Vienna, e ne stabilì la sede inVerona. Con Sovrana Risoluzionedel 31 maggio 1816 nominava ilMazzetti consigliere aulico a Vero-na. Fu immensa la sua contentezzaper questa nomina, che inaspettata-mente lo chiamava in Italia per co-Vol. X.

prire una carica sì luminosa in unacittà a lui cara, ed alla patria suatanto vicina. Vaili, e difficili furonogl’ incarichi a lui specialmente de-mandati presso il supremo Senato,e tutti furono da lui con piena sod-disfazione sovrana eseguiti. Locchèparticolarmente si raccoglie dalleSovrane Risoluzioni 29 ottobre e8 dicembre 1821, colle quali l’Im-peratore Francesco I. gli significavail pieno suo aggi'adimento, e la spe-ciale soddisfazione per lo zelo ed ilsentimento del proprio dovere di-mostrato ne’ particolari gelosi inca-richi a lui affidati. Spuntava frat-tanto l’anno 1824 in cui la maestàdi Francesco I. diede nuove provedi benevolenza e di stima al Maz-zetti, giacché con Sovrana Risolu-zione 17 marzo 1824 lo nominavaalla cospicua carica di Presidentedel Tribunale civile di l.ma istanzain Milano. Era in quel tempo il Tri-bunale civile di Milano un vero gi-nepraio, un vasto mare senza spon-de. Gli affari erano eccessivi, gravie spinosi, molte le cause arretrate,la volontaria giurisdizione di frescointrodottavi non era ancora nel suocorso regolare, gli atti ereditai!vedeansi oltremodo ritardati, e percolmo di sventura un vespaio di fac-cendieri forensi aumentava e gua-stava gli affari. In questo stato dicose rinunziando sin da bel princi-pio ad ogni lettura di libri, che nonfossero quelli di sua professione fo-reuse, tutto dedicossi alla direzionedi quel burrascoso ti’ibunale, edebbe il conforto di vedere in brevecoronali i suoi sforzi dal più felice