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gitole trasporto per la propria pa-tria lo rendevano degno dell’ altruiammirazione. Era il Mazzetti altodella persona, di complessione ro-busta, di portamento nobile e mae-stoso. Il suo discorso era animatoed eloquente. Nell’occhio scintillantesi leggeva lo slancio dell’ ingegno.La fronte seria ed autorevole im-poneva rispetto, ma quando lungidalle discussioni forensi, fra le do-mestiche pareti versava in famigliatodiscorsi co’ parenti e cogli amici,spontaneo gli veniva il sorriso sullabbro. La sua fronte spaziosa ac-quistava un aspetto di piacevolezza.
Nel di 25 giugno 4810 condusse inmoglie Lucia nob. Sardagna di IIo-henstein. Scelta migliore d’una spo-sa, così scriveva egli stesso, non po-teva fare. Era una giovane d’illibaticostumi, di forbita educazione, disomma religione, di carattere il piùdolce ed amoroso pel marito e perla famiglia, d’ umore gioviale etranquillo, che denotava la pace co-stante di sua coscienza, e la bontàdel suo cuore. Povera di beni di for-tuna, era ricca di quelli dell’animo,e raddolciva non poco al marito col-le affettuose cure il peso delle gravifatiche dell’ ufficio suo.
ALBERTO BARONE D’ALTENBURGER.
CICOGNARA (Leopoldo). Nacquel’anno millesettecentosessanlasette,il dì ventisei di novembre in Ferrara,da quella classe di persone alla qua-le Vittorio Alfieri si compiaceva ap-partenere, per poterne liberamenteparlare senza essere sospettato di a-nimosità. La nobiltà de’ natali con-
giunta ad ingegno e virtù non è co-sa spregevole, perchè l’uomo natoaltamente sendo più esposto aglisguardi del pubblico, può riuscireal popolo utilissimo cogli esempi. Gliantichi di Cicognara si dice fosserodegni di nota, e fra essi un Antonioillustre miniatore del secolo XV,verso il qual tempo i Cicognara sidicono venuti ad abitare l’anticareggia degli Estensi: ma il conteFilippo, padre al nostro Leopoldo,era uomo di mediocre ingegno efortuna; ma di virtuosissimo e digrandissimo ingegno e virtù era lamadre sua Luigia Gaddi forlivese.
Il picciolo Leopoldo, non ostante lamediocre agiatezza, fu dal padre e-ducato con tutta la cura e sollecitu-dine, e perchè allora il collegio de’nobili in Modena era de’ più rag-guardevoli d’Italia ed in quello essoconte Filippo avea compiuti gli an-ni suoi primi, volle condurvi ancorail figliuolo l’anno 4776. — In queltempo Modena fioriva, per virtù dellalunga italica pace, di opulenza e distudii, e nella Università contigua alcollegio dei nobili professavano Spal-lanzani, Paradisi, Scarpa, Cassiani,Cassetti, Venturi, ed altri uominisommi; i quali cogli scritti e colleparole diffondevano certa libertà dipensare, che tuttavia era ignota allealtre provincie dell’Italia. —Il Cico-gnara aveva piuttosto buona volontàche attitudine allo studio, ma eraaiutato dasagacitànoncomune,e datanta potenza di memoria quale fuconceduta a pochissimi. Quindi ac-cadeva che ogni qual volta emula-zione dei meriti e delle lodi altrui lo