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pia dei documenti più interessanti,a proGttare dei lumi dei personag-gi più distinti ed a legarsi in ami-cizia con essi, tra’ quali vorre-mo ricordato Marco Foscarini al-lora ambasciatore della Repubblicaa quella corte, e che sempre dap-poi, fregiato anche della dignitàducale, amò di tenero affetto ilCostadoni. Di quel tempo in cui tro-vavasi in Roma imprese pure unagita alla Trappa di Casamari, del-la quale scrisse un Itinerario informa di lettera ad un suo amico,e se gli altrui consigli non si fos-sero frapposti, sarebbesi assai dibuon animo appigliato a quel modoaustero e laborioso di vivere. Comeil P. Guido Grandi abate di SanMichele in Borgo di Pisa conobbenel Costadoni una particolare in-clinazione ad erudirsi nelle storiecamaldolesi, lo invitò a stanziarecon seco in Pisa, per dove parlisubito dopo che vide i funerali dipapa Clemente XII nel 1740. Iviil Grandi fe’ parte al confratello ditutto che avea raccolto, ed egli siarricchì dello spoglio di quell’ ar-chivio, delle carte spettanti all’A-vellana ed a Volterra, e dei moltidocumenti ragunati dal Grandi perl’agiologio, la biblioteca e la sto-ria Camaldolese; sì arricchì poi deilumi di che in sì fatto argomentoabbondava quel rispettabile uomo.Fu detto che de’ manoscritti delGrandi si giovassero il Mittarellied il Costadoni nella pubblicazionedegli annali camaldolesi di guisache una buona parte di essi ritornardebba all’ autore in fronte di que’
libri non ricordato: codesto assertosi lanciò alla ventunv-e se il Mitta-relli ed il Costadoni si valsero deidocumenti dal Grandi raccolti, nonsi valsero per nulla de’ pochi fogliche egli aveva, non già intorno allastoria della congregazione camal-dolese, ma sì alla monastica d’Italiadettati. Lodisi il Grandi del gene-roso animo con che largiva all’a-mico il frutto delle proprie ricer-che, e della saggia sua conversa-zione indirizzavalo ; ma non gli siattribuisca ciò che non gli appar-tiene, poiché l’ingiustizia che sivuole al Grandi praticata, sopragli scrittori che ingiustamente sicalunniano ricadrebbe. Dopo que-sta, ch’io chiamerò escursione scien-tifica, il P. Anseimo raccoglievasi dinuovo del 4742 nel patrio mona-stero in Murano, e ritornava lietodelle rintegrate forze, e fornito adovizia di cognizioni e letterariecorrispondenze alla pace de’propriistudii. Vennero allora a succedersil’un dietro l’altro gli scritti di variaerudizione con che tratto tratto ar-ricchiva principalmente la RaccoltaCalogeriana, fra i quali ricorderemole Osservazioni sopra un’ anticatavola greca, in cui è racchiuso uninsigne pezzo della Croce di GesùCristo, encomiate da Benedetto XIVnel Breve premesso all’edizione delmartirologio romano, e da FlaminioCorner nelle sue chiese Torcellane,la Dissertazione sopra un* anticatavola d J avorio di basso - rilievoche si trova nel Museo di S. Mi-chele , e le Osservazioni intornoalla Chiesa cattedrale di Torcello