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avvenne del 4765 quando di Mu-rano, ove successivamente avea so-stenuto gl’incarichi di priore, mae-stro, bibliotecario, revisore de’libriper la S. Fede, passò a Faenza,ed ivi trattennesi per ben cinqueanni. D’essi gran parte se l’ebbecertamente il disimpegno degli uf-ficii al posto assai laborioso ine-renti, e in un codice, che segnasidel numero 4691, descrive con ac-curata precisione i viaggi e le sa-cre visite imprese. Ma di mezzo atante cure non tacevano i predilettistudii della ecclesiastica erudizioneed i letterarii pur anco, e si con-servano manoscritti molti de’ ra-gionamenti che recitò all’accademiade’ Filoponi di Faenza, tra’ qualimeritano particolar menzione quel-lo : intorno alla credenza degliantichi sopra l’immortalità dell’a-nima , e l’altro: sopra la formae la materia della SS. Croce diGesù Cristo e sopra gli avveni-menti principali che accaddero al-la medesima. Anche l J indice cro-nologico delle vecchie carte dell’archivio del Comune di Faenza, eF altro del monastero di S. Ippo-lito sono lavori di pazienza e faticaassidua, utilissimi a documentare lestorie, e tener vivi i pubblici e pri-vati diritti. Alle accennate aggiun-gaci non poche impegnantissimeoccupazioni che gli venivano trattotratto dal chiedere che si facevadagli antiquarii, da’leggisti, da’pub-Llici rappresentanti delle città delparer suo intorno alle carte anti-che, all’autenlicità loro ed alla ma-niera di leggerle. A questo riguar-
do infatti il senatore Giulio Rucelainel seguente modo scriveva di Fi-renze al padre Costadoni : » Cia-» scuno che ha cause nelle quali» cadano dubbii da decidersi conk le regole diplomatiche, e che de-» sideri di ritrovare il vero, dee» ricorrere ai celebri e per tutti i» titoli rispettabilissimi autori degli» Annali camaldolesi 99 . Quindi vienea pregarlo di esaminare e dire ilsuo sentimento sopra una cartadel 4076, estratta dall’ archiviodell’ arcivescovo di Lucca. Atteseall’edizione di alcune opere illustri,le arricchì di dotte prefazioni ecommentì, tra cui meriterebbe ri-cordanza particolare quella che giàfin dal 4743 sotto alla cura di luisi fece di S. Pier Damiani in Ve-nezia. Ebbe a sostenere delle po-lemiche disgustose, delle quali nonè l’ultima quella che intorno allostemma della comunità di Muranogli sollevò contro con lettera fie-rissima il sacerdote Silvestro Zufli,che sotto l’infinto nome di Filo-nomo nascondevasi. Il padre An-seimo apparecchiato aveva altralettera di risposta, ma dal mandar-nela alle stampe lo rattennero le in-sinuazioni di Flaminio Corner e delManni che gli scriveva così: « Deh99 faccia questa volta a mio modo;99 lasci correre : troppo onore fa-99 rebbe ad uno sciocco, che non99 sei merita, se ella ne facesse caso;99 e poi a chi contrasta la verità99 non basta rispondere colla pen-99 na. 99 Ma per non diffonderci disoverchio intorno agli studii delCostadoni, e seguire con questi