Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
67
JPEG-Download
 

quale mentre visse avea co’suoinon volgari meriti onorata d’ognimaniera la sua natia contrada.

G. Chiappa.

TURRA. ( Antonio ). Di moltiuomini, che coltivarono strenua-mente le scienze e le lettere, chequelle e queste hanno per ancoraillustrato con opere degnissime, ap-pena, si può dire, sono estinti, chenon si ricordano più le avventuredella vita. E questo accade talvol-ta per indolenza de’ contempora-nei, e tal altra perchè appunto lavita fu da quegli uomini condottacon molta tranquillità, nè incor-rono avvenimenti romorosi; talchépassò inosservata. Anzi se le ope-re non fossero, avrebbero compiu-to il loro pellegrinaggio senza chealcuno se ne fosse avveduto. Ed èpur male ove manchino queste no-tizie : imperciocché non si sa conquali mezzi e per quali vie quegliuomini sieno riusciti a levar famadi sè, e quante difficoltà abbianoincontrato per istrada, e come sie-no stati valenti a superarle, e quan-to fossero ben veduti o maltrattatidalla fortuna. Locchè non posse-dendo, dalle vite che si deano scri-vere di quegli uomini per farlispecchio ai posteri, non si possonocavare quegli ammaestramenti chedalle vite si devono cavare. E sìche del Turra si avrebbe forsenotato non poco: perchè celebratonella botanica specialmente : perchèmarito a donna celebratissima :perchè collaboratore di un Gior-nale giustamente famigerato ; per-

67

chè tipografo industre. Nè dellaperdita di estese memorie di lui sivuole incolpare la negligenza de’suoi compatriotti,. ma più presto1’ anno in che finì di vivere, annonel quale piombava in su questipaesi un’ orda infame, che dallasanguinosa Francia correva colferro e col fuoco a rovesciare glialtari, ed a distruggere ogni so-ciale istituzione. In allora le gentitroppo occupate del presente, etimorose per l’avvenire, non pen-savano al passato ■, quindi anche lememorie particolari del Turra an-darono perdute. Tutto quanto siè potuto sapere, e che qui si nota,

10 l’ho avuto dalla incomparabilecortesia del marchese VincenzoGonzati, attento ed industre racco-glitore di tutto quanto risguardala sua Vicenza.

Antonio Turra nacque dunquein quella città, e vide la luce neldì 25 marzo dell’ anno 4730. Ebbein patria le prime letterarie isti-tuzioni, e desideroso di studiaremedicina, si recò poscia a Padova,ove in quella università ottenne lalaurea. Ripatriò in appresso peresercitarvi 1’ arte divenuta sua. InPadova aveva preso grande amo-re alla storia naturale, e preci-samente alla botanica: passioneche parte gli tolse di quella famache si sarebbe acquistato operandocome medico, ma che in iscambio

11 collocò fra’ migliori botanici delsuo tempo. Non si sa per qualeghiribizzo di amore, ma senza dub-bio per uno di quegli avvenimentisingolari che talvolta succedono