card. Bessarione, perchè 4 Cardi-nali, 76 Vescovi ed 85 Santi usci-rono di quel sacro ritiro. Compiu-to colà il noviziato e data operaa’filosofici e teologici studii, li ter-minò poscia in Roma nel collègiogregoriano; di dove qual lettoredi filosofia, di teologia e di dirittocanonico ritornossene all’ Avellanaper essere indi traslato nel mede-simo incarico a Fabriano. Sembra-va che 1’ archeologia sacra dappri-ma attraesse il giovane Bellenghia quella maniera di studii, poichédi codesti argomenti trattano leMemorie di lui che a que’ giorni,cioè del 4786 e poco appresso, stam-paronsi; tali infatto son quelle in-torno alla Ferità e Divinità dellastoria de J magi j intorno alle An-tiche custodie della sacra Eucari-stia: agli antichi abiti monastici ,e agli antichi monasteri: disser-tazioni che si dissero di molte pe-regrine notizie fornite. Che poi lasacra archeologia nè anco di que’giorni non vendicasse a sè intera-mente lo ingegno e l’applicazionedi Albertino, lo provarono le Os-servazioni critiche sui doveri del-V uomo, edite del 4789 in Forli, ecelebrate dalle Effemeridi letterariedi Roma del medesimo anno. Chein fresca età sapesse addentro as-sai nelle teologiche discipline lo di-mostrarono gl’incarichi a lui inquesta parte affidati, se di 30 anniappena era teologo di MonsignorZoppetti Vescovo di Fabriano edesaminator sinodale, e se poscia delmedesimo onore insignito stettepresso monsignor Boschi Vescovo
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di Bertinoro. Nè minori suffragicoglieva certamente Albertino dallascolastica palestra, a cui di tuttalena e con grande profitto de’suoidiscepoli attendeva, e tra le altreapparvero celebratissime le tesi chea foggia di dissertazioni del 4794si discussero: sull 3 antichità e cul-to delle sacre reliquie , e quelle del4794 sull 3 imperio civile al Car-dinale Leonardo Antonelli dedicate,di cui facendo accurata analisi ilgiornale ecclesiastico, disse « ch’e-5) rano attissime a ribattere gli er-» rori che in que’miserabili tempi55 propagavansi dal Tamburini e daiss nemici del trono. 51 Perchè poi lefatiche del Bellenghi procedesserodi pari col vigore degli anni e lamaturità del senno, e nulla rima-nesse alla carità e al suo sapereintentato, lo si volle per ben setteanni nel monastero prima de’SantiSevero ed Ippolito di Faenza, indiin quello di s. Severo di Perugiaaddetto anche al laboriosissimo of-ficio parrocchiale. Nel 1802 sorte1’ elezione di abate e gli fu asse-gnato il reggimento del monasterodi Santa Croce di Sassoferrato,ove fino al 4803 egli ebbe stanza.Di quell’anno intervenne come de-finitore a’ comizii generali in Peru-gia, e ne usci abate di Fabriano,dal governo del cui monastero sitolse del 4805, allorché passò areggere quello dell’ Avellana. Co-desto santuario e monastero cele-bratissimo è debitore della sua con-servazione in que’ tempi calamitosial Bellenghi, ed insieme al santua-rio ed al monastero si sottrassero
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