losofico della romana università eda censore e revisore delle opere fi-losofiche che stampavansi in Ro-ma ; fu successivamente promossoa consultore della sacra Congre-gazione dell’ indice, a quella de-gli affari ecclesiastici straordinariied all’ altra de’ Vescovi e Regola-ri ; distinzioni tutte che certamentevalgono a contrassegnare il contoin che si teneva. Ritirandosi del4823 dal generai vicariato, dovetteassoggettarsi allo incarico di pro-curatore. Come poi morì il Rinaldiarcivescovo di Urbino, volendo Leo-ne inviare alla' Sardegna un nuovodelegato e visitatore apostolico, in-vitò molti de’personaggi forniti dimaggior dottrina ed esperienza apresentare alla Congregazione pergli affari ecclesiastici straordinariii loro pareri. Di questo numero fuil Bellenghi, ed il parer suo si tro-vò sopra ogni altro il più oppor-tuno allo scopo. Non sì tosto la no-tizia pervenne al Pontefice, chebrevemente soggiunse: Colui cheha sì bene ideato , eseguisca puranco ; risposta egregia e conformealla mente ed al cuore di quel Pon-tefice. R Bellenghi trovar credettenell’ età sua, che toccava i settan-t’anni, un mezzo facile per sot-trarsi ; ma tutto gli tornò vano, enel concistoro 23 giugno del 4828preconizzossi arcivescovo di Nico-sìa, e fu dal Cardinal Zurla con-secrato il 43 del seguente mese.A’ 6 di ottobre del medesimo anno,munito di amplissime facoltà, ac-compagnatosi a monsignor Pariginivescovo di Urbania, ed a monsi-Vol. X.
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gnor Panzacchi già vescovo di Ter-racina, avviossi a Torino, ove fudal re Carlo Felice cortesementeaccolto; indi si condusse a Genovaper dirigersi di là alla volta di Ca-gliari. La storia ecclesiastica delsecolo XIX ridirà il profitto eh’eitrasse dalla sua missione in Sarde-gna. Che se la Chiesa ha ben don-de encomiarlo di quel suo viaggio,non taceranno le scienze, e diran-no della raccolta di pietre che fecenella sua dimora colà, e delle No-tizie sulla storia naturale di quel-l J isola , divise ne’ tre regni, anima-le, vegetabile e minerale, che ne’brevissimi momenti d’ozio dettava.Più eh’ altro in questo luogo mipiace guardare all’accordo del Ve-scovo illustre che adempieva finoallo scrupolo i suoi doveri, ed ave-va a ristoro delle fatiche un’ utilescientifica occupazione: così il ve-scovo onorava la scienza e la scien-za onorata tornava a riflettersi allasua volta in onore del vescovo.L’ età però, come vedemmo, avan-zata assai, il clima della Sardegna,i travagli sostenuti il costrinsero achiedere ripetutamente dal ponte-fice Pio Vili il proprio richiamo;lo che alla perfine ottenne, ma nongli fu concesso di godere alla di-lunga della quiete bramata, poichédel 4830 fu eletto a vicario e vi-sitatore apostolico della diocesi diForlì, e vi stette fin a che gli fuconcesso da Gregorio XVI di rac-cogliersi nella pace del chiostro,attendere a’cari studii, e più chealtro, prepararsi all’ultima dipar-tita. Que’della sua famiglia nel ve-
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