Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
80
JPEG-Download
 

80

stri» la dottrina, la modestia, la ca-rità di cui andava fornito. Pocheore gli erano concedute di riposo,e queste consecrava a’ suoi studiiche peregrinavano, pernottavanosecolui, erano sua unica delizia. Daquesto instancabile amore proven-nero le opere che compose ad il-lustrazione della sua città vescovi-le : cioè due Dissertazioni intornole reliquie de’santi fratelli Felice eFortunato, ed il monastero di S.Giambatista de’ Monaci Camaldo-lesi; poi la serie dei Rettori dellamedesima città, in cui oltre gli an-tichi Fasti Pretorii, nella dotta pre-fazione ed in copiose annotazioni,illustrò molti fatti di Chioggia.Quindi eresse un’accademia lette-raria, che si raccoglieva nel pro-prio palazzo, nella quale lesse piùdotte memorie. Se non che anchequesto suo secondo e nobile ten-tarne per 1’ accrescimento del sa-pere, non ebbe molta stabilità, im-perciocché troppo corto fu quiviil suo soggiorno, e, lui partito, ogniradunanza cessò. E voleva ancheistituirvi un Seminario di Cherici,il quale venne eretto in appresso,forse per l’impulso ch’egli vi dette.

Con molta fatica riuscì ad esen-tarsi dal vescovado di Corfù a cuivoleva papa Clemente eleggerlonel 4765, ma non riuscì ugualmen-te allorché nel 1768 per espressocomandamento dovette accettarequello di Ceneda.

Dopo due anni di disturbi vi fe-ce il suo ingresso solenne, locehèavvenne a’ 23 marzo del 1770. Àc-

affettuosa da ogni ordine di per-sone, ben presto mostrò anche co-là tutte le sue virtù.

11 Senato Veneto pregiando laseverità nel giudicare del Grade-nigo, volle ch’ei fosse giudice inap-pellabile in alcune quistioni graviinsorte fra le ville di Ogiiano eScomigo, al quale geloso incaricorispose in tal modo da por termi-ne assoluto ai tumulti, e da accon-tentare, cosa difficile sempre e ra-ra assai, ambe le parti.

Ma il reo morbo da cui era af-flitto sempre, gli andava rodendo lavita, e sebbene fosse di sì forte a-nimo da non lasciar scorgere nem-meno un lamento, tuttavia il fiac-cava ogni dì più. A titolo di pro-curarsi qualche sollievo compiace-vasi di tener seco sempre uominiaddottrinati, perchè gli sembravapure che fra gli eruditi parlari, lepunture degli acciacchi gli si faces-sero meno sentire.

Aveva raccolto nel suo palazzosplendida suppellettile di libri pre-ziosi, di codici, di medaglie di uo-mini illustri, di piombi antichi, dimonete italiane dei tempi di mez-zo, e specialmente veneziane, disigilli, e di altre pregevoli anti-caglie.

Lavorava intorno un’opera este-sissima in cui intendeva illustrarei piombi antichi, e della quale nonpotè compiere, se non la pri-ma parte, che vide la luce postu-ma. In quest’ opera aveva in animodi esporre nuovi pensieri, frutto diacute disquisizioni, imperciocché erasuo piacere sommo lo scoprire nua-