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j>li piacesse ricondursi in Venezia.Giannagostino non volle negare alvecchio precettore che lo aveva sin-ceramente amato, la consolazionedi averlo vicino, quindi tornò inquel cenobio di S. Giorgio, ove a-veva vestito l’abito di S. Bene-detto, di dove era partito con do-lore, ed ove ritrovava un secondopadre, un amico sincero.
Quivi conservò tutti i titoli ono-rifici e tutti gl’ incarichi che ave-va avuti in Mantova. Uno fra glialtri fu quello di presiedere allaBiblioteca ed all’ Archivio, delquale ultimo, che nobile uso sa-pesse fare, mostrano le molte ope-re pubblicate intorno la diploma-tica, e le antichità in genere de’tempi di mezzo.
Dopo che il Gradenigo fu entra-to siccome custode sì della Biblio-teca come dell’ Archivio, i dottinazionali e forestieri vi concorre-vano in ogni giorno, ed egli simostrava quale era in fatti, addot-trinato in più scienze e valentissi-mo nella numismatica de’ bassitempi, nella sfragistica, nella co-gnizione genealogica delle più il-lustri famiglie d’Italia, nella sto-ria letteraria ed in quella delleChiese Vescovili. Nè si vuol tacere,a sua lode, eh’ ei non teneva persè solo e gelosamente custodito,come pur molti fanno, il tesorodelle sue cognizioni, ma anzi n’ eralargo con tutti, e di buon gradoprestava l’opera sua a chiunquene bisognasse.
Nel 4762, per suo consiglio e so-lerzia, nacque nel monastero di
S. Francesco della Vigna in Ve-nezia un’ accademia di storia ec-clesiastica, alla quale non solobramavano di essere ascritti, maconcorsero a legger memorie pie-ne di succo tutti i dotti più il-lustri della nazione. Era saggio di-visamento di quegli accademici ditrattarvi tutte le questioni di seco-lo in secolo, proposte dal celebreMabillon nel suo libro De studiismonastici *, e quindi mandare perle stampe una grossa raccolta diAntichità Cristiane e di Storia Ec-clesiastica. Ma pur troppo i miglio-ri divisamenti bene spesso, per isco-gli che non si possono prevedere,cadono senza effetto: così pure av-venne a quell’ accademia, mentrepiù altre, formate da membri osciocchi o soltanto vanitosi, e chenon facevano miglior merce fuor-ché di ciance, rimasero lungo tem-po inutili raccolte d’inutilissimagente.
Intanto sparsasi assai la famadel sapere e delle virtù di Gianna-gostino, il Senato pensando cli’eipiù presto poteva riuscire utile ge-neralmente in sulla cattedra vesco-vile che nel chiostro, l’elesse al ve-scovado di Chioggia. Papa Clemen-te XII sentì con grande allegrez-za l’annunzio di questa elezione,perchè conosceva il suo concittadi-no, e volle consecrarlo egli stesso.
Quantunque il Gradenigo fossealieno nell’ animo dalle ecclesiasti-che dignità, e conoscesse tutto ilpeso delle cure pastorali, non per-tanto obbedì alla volontà superiore,e nel novello suo ministero dimo-