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per lui grandi attrattive. E seavesse avuto e più ozio e piùlunga vita, sarebbesi distinto an-che come bello scrittore, e scrit-tor letterato, di che ha dati la me-dicina, e danne del continuo so-lenni esempi.
Egli nella sua ancor verde etàdi anni otto sopra quaranta pagòl’estremo tributo alla natura la-sciando nella desolazione una fa-miglia rispettabile per virtù e co-stumatezza, la quale al suo man-care videsi priva d’ ogni fortuna,non avendo quell’ ornatissimo me-dico potuto lasciare patrimonioalla sua superstite famiglia. Maalcuni Vogheresi, memori del meri-to e della bontà di lui, cospiraro-no a prova a soccorrere con ge-nerosa mano quella stimabile fa-miglia. Esempio imitabile di grati-tudine verso un defunto, e di pietàverso i superstiti bisognosi di sus-sidio.
Fu questo medico buon marito ebuon padre, e caritatevole versogl’ indigenti, officioso coi colleglli,e cultore dell’ amicizia, e graziosoad ognuno sì che lasciò morendoe vivo desiderio di sè, e cara edonorata memoria del suo valore,il quale ora si perpetua nei figliuo-li , che si distinguono nella re-spettiva professione: uno medicostimatissimo pur egli a Voghera,l’ altro ingegnere a Torino, dovesi va distinguendo eziandio comedotto scrittore d’istoria e di let-teratura.
RUBEIS (de), Bernardo Maria,nacque in Cividal del Friuli nel1687, da Antonio e da Anna For-mentini, famiglia nobile. Al sacrofonte fu appellato Giovanni Fran-cesco. Ne’ primi anni ebbe a mae-stro degli elementi della lingualatina Giambatista Linceo; ma benpresto divenuto amante della quie-te, e desideroso di vivere lontanodalle turbolenze del mondo, deter-minò di entrare in un chiostro, escelse quello de’ Domenicani diConegliano, che apparteneva allaCongregazione del B. Jacopo Sa-Iomoni. Ivi vestì l’abito nel 1703.Passato l’anno del noviziato, fecela solenne professione, e quindi fumandato nel Convento della Con-gregazione di S. Marco a Firenzeper compiervi 1’ ordinario corsodegli studii. Due anni appresso sirecò a Venezia, ove si dette a sìintenso e continuo studio dellateologia, che ben presto il fecesuperiore a tutti i suoi condisce-poli in tal modo, che fu giudicatoattissimo ad insegnarla. Ebbe, infra gli altri, a discepoli il Conta-rmi, Daniello e Nicolò Concina, ilPatuzzi, il Finetti ed il Vaisecchi:uomini che con le loro opere ono-rarono il precettore.
Accoppiando il de Rubeis al sa-pere altissimo somma dolcezza ditemperamento, riusciva caro a tutti,ed appunto per questi pregi, Er-menegildo Tonelli, suo confratellod’ordine, volle che lo accompagnas-se a Vienna nel 4718, ove si re-cava per affari della sua religione.
Quivi, per non istare nell ozio,
G. CHIAPPA.