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[Volume Nono e volume decimo.]
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di que’giorni ad oggetto di sua pre-dilezione i poetici studii. Non ave-va ancor tocco il compimento del-l’anno vigesimo terzo dell’età sua.,che di alunno passava a maestro,e dalle scuole grammaticali benpresto faceasi ascendere a quelle diumane lettere. « Sapeva ben ad-y> dentro, scrive il Fabroni, la Iin-» gua greca, all’ eleganza delle la-» tine parole associava gli orna-» menti oratorii, assai valeva nellay> italiana e latina poesia, e se v’e-» ra interpretazione da farsi che» riguardasse le più riposte ed in-» time bellezze letterarie, usava di» tanto acume, che pareva a pre-» ferenza d'ogni altro destinato» a raggiugnere le più convincen-» ti ed occulte ragioni. » « Aveva» poi sortito, aggiunge il Ferra-» ri, dalla natura tale un’ indole» propizia da ripromettersi un esi-55 to felice in tutto che osasse, e ciò55 gli veniva dall’ agile e vivace suo»5 ingegno, dalla prontezza e tena-»5 cita della memoria, dal continuo55 studio, e dalla diligente imitazione95 degli ottimi scrittori. 55 Posciachèsi disse eh’ egli andava adorno dicodeste doti, è facile argomentarede’ trionfi scolastici e del profittoche dagl’ insegnamenti traevano isuoi discepoli. Aveva ad uditori talfiata illustri personaggi, ed il Fer-rari ricorda di aver veduto traquesti il veneto doge Pietro Gri-mani. Fra tutti i poeti latini Vir-gilio formava la sua delizia, fra gliitaliani Petrarca, e quest’ amore èindicio della dolce tempera del suoanimo ; essendo, a mio credere, dei

libri come degli amici, e appalesan-dosi l’indole dello studioso nelleopere che gli tornano predilette.L’amore al Petrarca lo portò apersuadere il padrone della tran-quilla e deliziosa sua dimora inArquà a ristoramela, affinchè icolli euganei non perdessero sottoalle mine quel caro monumentoda sommi Italiani e stranieri visi-tato. Tanta poi, rispetto all’ intel-ligenza di Virgilio, fin da’ primianni era l’opinione eh’ egli godeva,che l’Algarotti non dubitò chiede-re da lui lo scioglimento d’intri-cate questioni, e protestavasi averappreso dal Sibiliato ciò che in-darno avea fino allora chiesto d’al-tronde. Insieme alle opere dell’Al-garotti 1’ anno 4793 si diedero allestampe due delle lettere del Sibi-liato a lui su questo argomentoindiritte. Venuto a morte il San-dini, altro decoro del SeminarioPadovano, affidossi a Clemente lacustodia della Biblioteca, e fu inpari tempo assunto alla cattedradi storia ecclesiastica. 1 nuovi of-ficii portarono con se nuove curee chiesero il tempo, onde apparec-chiarsi al miglior disimpegno ne-cessario, tanto più che succedevaad uomo in quella maniera di stu-dii chiarissimo, nè avrebbe certovoluto mostrarsi minore della suafama. Non è però che tratto adaltre occupazioni lente e laboriosenegligesse le lettere e la eloquen-za a cui sembrava da natura prin-cipalmente informato. Dell’ affettoper nulla illanguidito a’poetici stu-dii n’ erano prova i scelti cornpo-