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legatissimi tentarono persuaderloa stampare quel vittorioso ed elo-quente discorso, e tra gli altri Gi-rolamo Ferri che in una epistolaintorno all' uso della lingua latinaedita poscia in Faenza del 1774?rinnova gli eccitamenti, affinchèquel discorso « non solo diffondasi» per l’Italia ma per la Francia» ancora e possa giugnere alle ma-ss ni stesse di Alembert. » Per que-sto il Sibiliato non s’ arrese e la-sciò nell’ oscurità il suo discorso.L’ accademia mantovana propostoaveva un premio allo scioglimentodel quesito: «Se la poesia influiscas> sul bene della società; e comess possa essere oggetto della poli-ss tica. » L’ argomento piacque alSibiliato, vi concorse e ne sorticolla palma, ed intorno a quel lavo-ro il Giornale dei letterati al TomoIII, p. 309, si espresse così : « Que-ss sta dissertazione è da capo a fon-ss do nn sottile ragionamento, ele-ss gante tessuto di prove di erudi-ss zione e di pensieri, cosicché alla» novità ed alla gravità del pro-s» gramma va del pari la feconditàss e squisitezza dell’oratorio e filoso-ss fico ingegno dello scrittore diss già rinomato per altre sue pro-s» dazioni, ss Codesto discorso per-venne alle mani di Giuseppe Se-condo, che passando per Padovavolle conoscere l’autore, congra-tularsene seco, e ricordargli conassai cortesi parole il componi-mento poetico che qualch’ anno ad-dietro avea dato in luce ad onoredell’ augusta sua genitrice. Il 18marzo del 1779 il Veneto Senato
emetteva il decreto per la fonda-zione di un’ accademia scientifica,letteraria ed artistica in Padova, edera pur conveniente che in quellacittà antica madre del sapere ita-liano v’avesse tale un’aggregazio-ne d’uomini illustri che alle altrecittà minori servir potesse d’esem-pio. L’accademia infatti fin dal pri-mo suo nascere decoravasi dei no-mi cospicui di Caldani, Carburi,Arduino, Bonioli, Fortis, Stratico,Toaido, Costa, e dell’ infaticabileraccoglitore delle patrie memoriejl Gennari. Sibiliato riguardo co-desta accademia scriveva a SaverioBettinelli : « L’università esige me-« no dell’ Accademia ; poiché in» quella s’insegnano agli alunni lej? cose non nuove, e queste si han-» no a lasciar fuori della soglia» dell’ accademia, quando vi si ha» da entrare » e il Sibiliato che laintendeva di questa guisa era lo e-letto a leggere la orazione inaugu-ratoria per 1’ apertura dell’ acca-demia stessa. Grande la frequenzadegli accorsi, grande la curiosità,grande 1’ aspettazione e quindigrande il cimento dell’ oratore.Colse nel giusto segno, e la pal-ma fu tanto bella quant’ era diffi-cile il coglierla. Parlò dello spi-rito filosofico e dei certi limiti daprescriversi fuor dei quali non siesce che con gravissimo dannodelle scienze e delle lettere. Gliapplausi al Sibiliato furono con-cordi e fragorosi nè solo da’ con-venuti, ma da quanti appresso les-sero quella memoria e tra gli stra-nieri il Merian della regia accade-