buri, Giovatimi Giocondo, CiriacoAnconitano , Michele Ferrarino,Giacopo Lilio, Giovanni Marcano-va, Giulio Cesare Velli, Pirro Li-gorio ed altri ancora moltissimene avevano raccolte, e le lasciaronoin pregevoli codici manoscritte. In-trodottasi frattanto 1’ arte beneficadella stampa, quasi ogni città d’Ita-lia ebbe archeologi» che atteseroa pubblicare le lapidi de’ propriimunicipi!, e sono innumerabili leopere di tal genere che corronosotto il titolo di : Marmora e Monu-menta illustrata.
Frattanto questo amore per leantichità dall’ Italia si estese allealtre più colte nazioni", e allora glieruditi non si appagarono più diqueste parziali raccolte, ma pertutta l’Europa si affaticarono nelformare tesori generali di antichiepigrammi, e levarono grido le rac-colte di Pietro Appiano, di Sine-zio, di Grutero, di Reinesio, di Fa-bretto, di Gronovio, di Gudio, diGonio, di Muratori, di Donato ec.Ma come questi raccoglitori aveva-no dovuto il più delle volte gio-varsi delle copie altrui, nè tutti ba-stantemente diligenti, e molti man-canti erano di quella erudizione eperizia della antichità procurate aimoderni dalle stesse loro scoperte,così riferirono molte lapidi sforma-te, storpiate o guaste, e molti er-rori si insinuarono nelle per altropregevoli loro collezioni. Se nonche fra tanto amore accesosi da pertutto per le antiche memorie, sur-sero taluni che per capriccio o pervana cupidità di procacciare famaVot. X.
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a sè ed alle proprie patrie, fabbri-carono falsi titoli (1) che venneroavidamente accolti dagli appassio-nati antiquarii, i quali cosi per pocodiligente e troppo incauta fidanzadivulgarono molte infinte e spurieepigrafi come genuine e legittime :Multa quippe , osserva il dottissimoCognolato (2) ex simulatis islisantiquitalis exuviis rebus omnibusillata damna^pertu rbala temporumratio , imminuta litterarum digni-tas, inasta historiue labes 3 popu-lorum ac gentium jura temerata,verbo demani quae loto laiio exu-lare debuerant , minime idonei» te-stili us in latium in veda. Gli eru-diti quindi per nettare tanta brut-tura attesero ad illustrare le giàraccolte iscrizioni, a- vagliarle, ap-purarle, correggerle; ma fra tantocalore di studii faticosissimi si tra-sandavano i precetti per comporrebuone iscrizioni, mentre che, spar-sosi il Pirronismo sopra troppe la-pidi, veniva per incertezza e dub-bietà d’esemplari scadendo il buongusto della latina epigrafia. Sur-se infatti allora una non so qualescuola epigrafica , che , ritenendodell’antica solamente la tessitura, eseguendo uno stile nè ben prosai-co, uè ben poetico, riempiva i suoi
(1) Muratori. Nov. Thes. v. inscr. Piiani. c. 1. — Maffei Artis criticae topici, quaeextaut Lucae 1765 ex tip. Venturini, f. 3-c. 2. — Moiccili de Stilo Inscrip. lat. 1 . p. 3,
(2) Praef. in Totius Latinitatis lexi-con consilio et cura Jac. Faccioìali , op: -ra et studio EgiAiì Forcellini alumniSeminarli Patavini lucubralum Patavii1771.
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