darium Ecclesiae Constantinopo-litanae, altra nobilissima fatica delnostro Morcelli.
Un mercaute di Siria aveva por-tato a Roma un codice greco perprocurare di venderlo. Lo videromolti amatori di antichità, e tragli altri anche un greco, ma non locurarono perchè di scorretta gram-matica e brutta scrittura. Avvenu-tosi il Morcelli in questo codice efattone capitale, lo acquistava perla Biblioteca Albani; poscia mossodall’antichità di quel codice e dal-l’utilità che la sua pubblicazionedoveva fruttare alla Chiesa Catto-lica, si diede a tutt’ uomo a questolavoro. Riconobbe il Morcelli damolti argomenti contenere questocodice un Calendario della Chiesadi Costantinopoli, e non tanto dallaforma e grandezza della letteraquanto ex rebus ipsis, quae con-signantur, quaeve omittuntur (1)giudicollo scritto circa il tempo diCostantino Copronymo. Pose difronte al testo greco una sua tra-duzione latina, e vi aggiunse perciaschedun giorno erudite illustra-zioni nelle quali sparge molta lucesopra la storia della orientale di-sciplina, sulla Eucologia primitiva,sulla vita di molti santi e di moltimartiri : e dal non trovarsi in que-sto Calendario, di tanto anterioreallo scisma di Fozio, alcuna men-zione nè di Stachin, nè di Onesi-mo, nè di alcun altro dei ventidueVescovi che la Sinopsi di Doroteospaccia avere preceduto Metrofane(1) Kaleudarium Ecc. Constant. T. 1.P- 9-
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nella sede di Costantinopoli, prendeargomento il Morcelli per sostene-re questa Sinopsi non essere di Do-roteo, che fu martire sotto Giuliano,ma una vera e pretta finzione deitempi posteriori; per dichiarare es-sere una favola che Andrea chia-mato il primo all’Apostolato abbiaistituito il vescovato Bizantino pri-ma che Pietro istituisse il Romano;e per abbattere infine come insus-sistenti i fatti tutti sopra i qualii Greci Foziani pretesero appog-giare la preminenza della chiesadi Costantinopoli sopra quella diRoma.
Pubblicato il Calendario Costan-tinopolitano, l’instancabile Morcellierasi rivolto ad altri ecclesiasticilavori; quando la voce della patriavenne a distrarlo dalle pacifiche sueoccupazioni. Era nel 4790 rimastavacante la prepositura della colle-giata di Chiari; il pubblico consigliodi quella terra, che ne aveva il pa-tronato, nominò a tal posto il Mor-celli, di che, scriveva egli al dotto-re Labus, non fu punto lieto, e conrinunzia si ritirò dall’accettarlo ; mapressato poi da molte istanze, piegòil collo (1), e da quel momento tut-te le sue cure e tutti i suoi pen-sieri furono esclusivamente rivolti abeneficare il suo gregge. Abbando-nata infatti Roma, e preso nell’ a-prile 4791 il governo della suaparrocchia, cominciò dall’introdurrenel formale di essa tutti quei pra-tici perfezionamenti che credè op-portuni : istituì una prebenda teolo-
fi) Lettera 29 Marzo 1806 sopracitata.