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[Volume Nono e volume decimo.]
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artigiani, poscia andava a sederenel tribunale di penitenza a giudica-re le coscienze, e là il zelante pasto-re passava le due, le quattro, lesei e talvolta le sette ore confor-tando le anime inferme , medican-do le maiale , fasciando le fiac-cate (4), le smarrite riconducendoal vero ed alV onesto. Quindi osaliva sul pergamo a fulminar con-tro il vizio, a pascere della paroladi Dio 1’ affollatissimo suo popolo :o usciva dal tempio per portarsi avisitare 1’ ammalato, a confortarel’infermo , a raddolcire le agoniedel moribondo, a temperare le ire,a riconciliare nimicizie, a frenar cu-pidità, a prevenire delitti, a correg-gere con la parola fraterna : poiritiravasi nelle modeste pareti do-mestiche dove stava dispensandosegrete elemosine, porgendo consi-gli, rasciugando le lagrime dell’in-fortunio, rassodando nella virtù a-nime affannate dalla tempesta dellepassioni, beneficando con la parola,e dove finiva la giornata pregandocon caldissime lagrime per la sa-lute del diletto suo gregge.

Vennero tempi difficilissimi perl’ecclesiastico suo ministero; ma ilbuon Prevosto con prudenza ani-moso non restava dal riprendereseveramente ogni licenza, e dal di-spregiare francamente ogni prepo-tenza; e perfino quando venne in-nalzato a Chiari 1’ albero della li-bertà, e se ne pretesero da lui leiscrizioni, detta con esse precettidi religione e virtù.

Macte civis^ scriveva egli iti mez-

(1) Eiechiel C. 34 v. 4.

Vol. X.

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zo a quell’ universale commovi-mento,

MACTE • CIVIS • DUO • QUEtS • PAREASDEUM ' HABES ’ ET ' LEGEM

CIVIS 1 PAREM • TE • CITI - IN 0VERI.SSERVUM 1 NEMINI

CIVIS • LIBERUM ' TE • SClTOVITIIS ' NE ' SERVIAS

CIVIS ' HOC ' PAS ' CIVEMVIRTUTE • SUPERATO (1)

E Dio benedì alle costanti curedel zelante pastore, e ad onta dellamalvagità de’ tempi in Chiari con-tinuò a fiorire la religione e lapietà, ed illeso resta il suo greg-ge dalle perverse e pestilenti dot-trine. (2)

Quid enim , puossi veramenteapplicare al Morcelli quanto egliscriveva di Grato vescovo di Car-tagine, quid enim non effìcit, efusqui praesit eacemplum? aut quismorem duci non gerii, qui vìr-tutem factis magis quani verbisnos doceatP (3)

Frattanto la fama dei meriti delbuon Prevosto spargevasi da pertutto, ed altre chiese invidiavanoa Chiari la fortuna di possederlo.Lettere da Brescia proferivano alMorcelli una splendida prevosturain quella città, che egli ricusò stan-

(1) Parergon p. 260.

(2) Lottieri avvoc. Pieno. Elogio stori-co dell’illustre Proposto di Chiari Stefa-no Antonio Morcelli - Chiari Tellaroli1821.

(3) Africa Christiana, t. 2. p. 244.

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