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dosi contento alla mediocre pre-benda che aveva nella patria. Nelgiugno 1799 rimasta vacante, perla morte di monsignor F. L. Spa-gnoletti, la sede arcivescovile diRagusi, il senato di quella Repub-blica vi eleggeva il Morcelli; maegli rispose subito rinunziandoa tale onore. (1) Eppure a quellaprelatura oltre l’allettamento dellaricchezza, oltre la dignità del gra-do, lo invitavano anche le più af-fettuose preghiere dei principali diquella città, che ricordavano le suevirtù nel tempo che vi fu maestronelle scuole de’Gesuiti : ma il Mor-eelli erasi tutto consecrato al benedella diletta sua patria, e nientepoteva staccarlo da lei. In una cir-costanza però Chiari fu per per-derlo, e questa fu quando il Som-mo Pontefice Pio VII con la Bolla7 agosto 1814 Sollicìtudo omniumecclesiarum repristinò per tuttoil mondo cattolico la compagniadi Gesù; allora neanche la caritàdella patria potè trattenerlo daldeporre le insegne del suo gradoper tornare, fedele ai suoi voti, inseno della diletta sua compagnia.Aveva egli di soppiatto, per nonesser attraversato in questo suoproposito, approntato quanto eranecessario per la partenza ; quandoordini gli giunsero da Roma di con-tinuare sua vita durante nella suaprepositura in abito di prete seco-lare, benché venisse restituito al-
(1) Con queste 'parole il Morcelli se-gnava questo avvenimento sotto il giorno29 luglio 1299 nelle Memorie della Pre-posilura Clarense.
la società pienamente come se nonne fosse mai stalo avulso. (1)
Frutto degli studii ai quali dedi-cava il Morcelli le poche ore chegli rimanevano libere dalle pasto-rali sue cure fu X Africa Christianache nel 1816-17 comparve alla lu-ce colle stampe di Nicolò Bettoni inBrescia. Sin da quando il Morcelliera in Roma aveva incominciato emolto innanzi condotto questo granidioso lavoro, nel quale si proposedi discorrere i principi! e tutto i-corso della religione cristiana inAfrica dai suoi primi anni sino al-l'invasione de’ Saraceni.
Quest’ opera mirava a riempireuna lacuna che restava nella Sto-ria e nella Geografìa Ecclesiasti-ca (2)*, ma appunto perchè questalacuna esisteva, era difficilissimo ilpoterla riempire. Scrivere dellachiesa d’Africa più di undici secolidopo che la ferocia de’Saraceni l’a-veva abbattuta ; scriverne senzaajuto di storici contemporanei (per-chè i forestieri le cose d’Africa noncurarono, e non sfuggì all’ incendiocon cui il fanatismo di que’ Mao-mettani distrusse tutti i libri degliAfricani, se non quanto Optato Mi-levitano verso 1’ anno 370 narravadello scisma de’ Donatisti, e quantoverso il 488 Vittore Yitense scri-veva della persecuzione d’ Africasotto i Vandali) era opera da spa-ventare qualunque più coraggiosoingegno: ma questa opera poteva
(1) Gussago. Opera citata p. 41.
(2) Ennio Quirino Visconti. Opere va-rie sopracitatc.