426
della medicina, non conoscesse ilpericolo di quella posizione! In fattinel dì 6 febbraio del 4740 fu so-prappreso da un insulto apopletico,che, fermo nella matta idea, sbagliòper una perturbazione nervosa. Nelgiorno appresso volendo bestialmen-te ripetere il vomito a quel modo,fu assalito da apoplessia fulminanteche 1’ ammazzò nell’ anno settuage-simo secondo.
Opere a stampa.
4. L’Adamo , ossia ìlMondo crea-to. Parte prima. Catania 4700.
— Lo stesso con la parte secon-da. Fol. Messina 4728.
— Lo stesso. Fol. Palermo 4737.
— Lo stesso. 8.vu. T. 2. Milano4744.
2. Discorso in cui risponde allaopposizione fattagli dal dottoreMoncada sopra la sua sentenzadella fermentazione. 8.vo. Paler-mo 4709.
3. Discorso del moto degli ani-mali. 42.mo. Ivi 1710.
4. Problemi naturali. 4.to. Ivi4727.
5. Opuscoli fdosofici. 4.to. Ivi4738.
— Gli stessi. 8,vo. Milano 4730.
6. L*Apocalisse , poema sacroin ottava rima. 8.vo. Ivi, con ladata di Doma , 4738.
Lasciò assai opere manuscritte,ma se queste si conservino tutta-via, o se sieno ite a male, non ci ènoto.
MOSCHENI (Domenico). Sortì inatali in Lucca il dì 13 giugno del4737 da Maria Bernardino Mosche-ni esimio medico, e dalla signoraCostanza del Chiappa dei Bagni diLucca, zia paterna dello scrittore diquest’ articolo biografico, la quale,come scrive il marchese Cesare Luc-chesini nella Stoi’ia letteraria diLucca,morì attorno il 30 nella pro-digiosa età di anni 96 (1).
Domenico Moscheni impertantoapprese in patria nelle pubblichescuole gli elementi delle umanelettere e della filosofia ; e da unGiovanni Lippi che pel lato mater-no eragli legato co’ nodi di unastretta parentela, fu poi privata-mente istruito nella geometria, nel-l’algebra, nella meccanica e nellaidraulica. Ed in queste facoltà fèsiffatti progressi, che fanciullettodi soli undici anni andatone a Pe-schi, e presentato al vescovo Do-nato Arcangeli il quale passava perun valentissimo matematico, e dalui interrogato, destògli colle suerisposte non piccola meraviglia. Equantunque così innanzi sentissenelle scienze matematiche da daresperanza di rieseire in questi studiia grande lode, nulladimeno amòmeglio seguitare le orme paterne,ed all’ arte d’Ippocrate si consacrò.Si recò quindi a tale intendimentoa Bologna nel 4774, indi a Mont-pellier dove s’intrattenne da ben treanni, e per ultimo per qualchemese alla università di Pavia. E
(i) Ved. op. citat. face. 374 volume 2in 4 *to.
G. li» BaSEGUÌUi