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ve trascorso il tempo delle prove,pronunziò i voti solenni. Ciò fu nelsettembre del 1709.
Gli studii filosofici compiè partein Venezia, parte in Brescia: quin-di pei teologici passò in Roma efu creato bacelliere nel 1717. Inappresso ebbe 1’ uffizio di segreta-rio del Procuratore Generale; nel1720 ottenne la laurea di maestro;poscia gli fu commessa la catte-dra di filosofia nel monastero diBrescia. Ma non potè sostenere alungo l 5 insegnamento , perchè ilCellotti consultore della Repubbli-ca, il richiamò in patria ove inten-deva che addestrandosi nella praticadi quest’incarico gli avesse a suc-cedere ; ma s’ingannò, perchè ilBergamini non volle saperne.
Nel 1721 gli fu cambiata la cat-tedra di filosofia in quella di teo-logia e fu eletto reggente. Per treanni professò questa facoltà, indi funominato priore : poi ebbe le mag-giori dignità dell’ordine: cioè di de-iinitore della Provincia e di prioreprovinciale nel 1717.
Pu degna di ammirazione la so-lerzia del Bergamini sì nella stret-ta osservanza de’ propri doveri mo-nastici come nello studio. Più operemandò per le stampe: più ancora neaveva manuscritte, che perdettesgraziatamente : e più ne avrebbecomposto dove per varii anni non sifosse occupato nella erezione e nelsuccessivo accrescimento delia Bi-blioteca del suo convento, ed in la-vori a servigio di altri letterati chenel richiedevano di continuo, e cheei non sapeva negare.
Per la Biblioteca compilò indicicopiosissimi: ed avendovi unita unaserie di opuscoli preziosi in più cen-tinaia di volumi che incominciava-no dal principio della stampa e con-tinuavano in sino a’suoi giorni, adognuno degli stessi opuscoli avevaprocurato di accoppiare illustrazio-ni e note e memorie dell’ autore, acosto di penose e lunghe ricerche.
Giunto alla età di settantatre anniamato e venerato, ebbe a sofferire duetremende iatture. La prima in ri-guardo alla carità del sangue: la se-conda pel suo amore alle lettere. NelÌ764 perdette 1’ unico suo fratello,il p. Giampiero,'uomo dotto e cele-bratissimo, ch’egli amava con som-ma tenerezza. Grandissimo fu il suodolore e ne pianse la perdita in-sin che visse. Nel 17G9 un terribi-le incendio consumò la Biblioteca,frutto di tanti anni di fatiche, e di-venuta dopo Dio l’unico amor suo.Con essa si perdette una raccoltainsigne di medaglie di uomini illu-stri, di piombi e sigilli dei tempi dimezzo, di autografi di Paolo Sarpi,del Bembo e di altri: di libri disquisite edizioni; e furono distruttitutti i suoi manuscritti. Se a questoultimo colpo potè resistere, il potò,sostenuto da quella salda religioneche aveva nel seno, e che gl’ inse-gnava a rimettere in Dio solo ognimondano dolore.
Il Mazzucchelli ne’scrittori d’Ita-lia, Flaminio Corner nelle Chiesedi Venezia , Marco Foscarini nellaLetteratura Veneziana, Apostolo Ze-no nelle Dissertazioni Vossiane enelle Annotazioni alla Eloquenza