42. Lettera latina al medesimo,con la dimostrazione di alcuni teo-remi aritmetici.
43. Lettera italiana al Trombeliiin risposta a certe difficoltà delCard. Quirini sopra la orazione delb. Nicolò Albergati.
44. Argomenti di tragedie e va-rie osservazioni sopra quelle deiGreci, e sull’Oriundo Furioso del-TAriosto.
45. Traduzione della tragedia delFolart intitolata il Temistocle.
46. Brevis in proportionum scien-tiam introducilo.
47. Dialogus de Iucidorum radio-rum reflexione.
48. Analyseos infìnitorum prin-cipia. Ad analysim infinitorum pro-legomena.
49. De constructione locorum.
20. De sectionibus conicis.
24 Minuta della prefazione dellecagioni e de' rimedii delle inonda-zioni del Tevere, composta e stam-pata in Roma nel 4746 per ordinedi Benedetto XIV.
22. Introduzione all’astronomia.
23. De corporum collisione. Decorporum elasticorum collisionibus.
24. De aequationibus,
25. Universalis trigonometria.
26. De calcolo integrali.
27. Formulae calcali integralis.
28. Oratio in praefatione studio-rum. 4729.
29. Plaelectio ad rhetoricam.
30. I voti decennali della patria :traduzione della orazione stampatain latino sullo stesso argomento.
34. Orazione in lode del cardi-dinale Lambertini arcivescovo di
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Bologna, recitata in S. Sulvadore.
32. Trattato dell’ arte retorica,e lezioni preparate per le scuole.
33. Progetto di un’ accademiada istituirsi in Bologna per formareuna esalta storia della città.
34. Orazione a Benedetto XIVin nome dell’ambasciatore dì Bolo-gna sopra la materia delle acque.
35. Molte poesie liriche latine evolgari.
36. Materiali per la vita di Bene-detto XIV, che l’autore non potèscrivere perchè fu rapito dallamorte.
37. Monumenta medii et infimiaevi etc., collecta anno 4752.
38. De eximia Benedicti XIV inpublicos Bononiensis archigymnasiidoctores liberalitate, epistola ad Za-nottum 1748.
G. B. BASEGGIO.
MICI1IFLI ( Pietro Antonio ).Venne alla luce a Firenze nel 4679da Pietro Francesco e da Maria Sal-vucci, poverissima gente. Faneiul-letto, ed appena potè leggere, fucollocato dal padre presso un libraio,perchè guadagnasse qualche mone-ta, legando libri. Al fanciullo, me-glio che 1’ arte a cui si era messo,piaceva la pescagione avendo comododiesercitarvisi, perchè il padre di luistanziava presso il fiume, siccomedi mestiere follone. Avendo uditoche si trovava tale una pianta, cheaveva virtù d’istupidire i pesci, tal-ché si potevano prendere di leggericon le mani, poscia essendogli statodetto che quest’era la Lazza ( Eu-phorbia Characias ), volle cono-scerla.