Band 
[Volume Nono e volume decimo.]
Seite
160
JPEG-Download
 

460

lapida, in che era fatta menzione diM. Aquilio cittadino Romano, e deisuoi molti incarichi 5 inoltre, di unbasso rilievo in cui stavano espressisimboli Mitriaci. Gli piacquero que-sti monumenti, e volle interpretar-li. Ma siccome gli parve, che dipoca mole sarebbe riuscito il libro,vi aggiunse due dissertazioni: unaintorno il dio Beleno ed altri numiaquilejesi, l’altra intorno la coloniaForojulese. Come appendice, misealcuni monumenti d e 1 fratelli Avva-li, allor allora scoverti nella via perad Ostia, co’quali fece conoscere ritiignoti per lo innanzi: da ultimo unìsettnntasette lapidi friulane inedite.L’opera comparve nel 1700, e fuapplaudita generalmente, talché inpochi anni ne furono eseguite treedizioni: e le dissertazioni, a parte,furono ristampate in Germania edin Francia.

Il senatore veneto Gian DomenicoTiepolo possedeva nel suo ricco ecelebre Museo, ora perduto cometanti altri, un medaglione greco, inbronzo, di Annia Faustina, terzamoglie di Elagabalo. Intorno questomedaglione erano state esposte piùopinioni da valenti numismatici; esiccome le opinioni stavano una con-tra l’altra, n’ era anche insorta piùche una scaramuccia d’inchiostro.Filippo volle esporre anche la pro-pria, e questa fu di tanta dottrina,che la maggior parte de’dotti aderìal suo parere. Tutti però non si ac-comodarono alle sue sentenze, quan-tunque dettate da critica severa, e,fra gli altri, uscirono primi in cam-po per combatterio il Vignoìi ed il

Vaisecchi. Il del Torre sostenne l’ur-to, e rispose con quiete e forza, esvelò errori negli avversarii sì palesi,che questi più non fiatarono.

Nel 4702 fu scoperto un anticosarcofago fuori di porta maggiorein Roma, in cui si trovò un lenzuolodi amianto. Filippo prese ad illu-strarlo, e ne scrisse una lettera ita-liana al Montfaucon, la quale gli pia-cque per sì fatta maniera,che voltatada lui stesso in latino, la introdussenel suo Diarium italicum.

Nel 4705, presso Lione, sopra unmonte appellato montaigne de Fonr-viere , fu trovata una lapida nellaquale era fatta menzione del Tauro-bolio, sagrifizio di espiazione a Ci-bele: e siccome vi era indicata an-che l’epoca, essendovi nominatiClodio Yibio Varo, ed Appio AttilioBadua Consoli, così egli pel primocorresse i fasti consolari diProspero,diCassiodoro, e di altri cronologi piùrecenti, e stese una dissertazione,lodata assai da Filippo Buonarotti eda Apostolo Zeno i quali la videromanoscritta, e che in appresso perve-nuta al le Clerc, fu stampata nellasua Biblioteca scelta nel 4709.

Al Lancisi ed al Vallisnieri amicisuoi, che l’estimavano assai pel suosapere anche nella notomia e nellastoria naturale in genere, ebbe oc-casione di rispondere più volte aquestioni che gli andavano propo-nendo, e di sciogliere più loro dub-biezze. Al primo che gli aveva di-retta una lettera intorno la sezionedel cadavere di Orazio Albani fra-tello a papa Clemente XI, risposecon tanta dottrina anatomica che