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[Volume Nono e volume decimo.]
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stinse tertiae ejusdem Elagabali u-xoris. 4.to -Patavii 1713 et Vene-tiis 1741.

8. Lettera al Lancisi intorno lasezione del cadavere di Orazio Al-bani.-Sta tradotta in latino negliatti di Lipsia, centuria III e IV - enella edizione delle opere del Lan-cisi fatta in Ginevra nel 1718.

9. Lettera al Vallisnieri intornoalla generazione de’ vermi. - Sta nel-l’opera dello stesso Vallisnieri inti-tolata, Nuove osservazioni ed espe-rienze intorno alla ovaja scopertane’vermi tondi dell’uomo ecc.

10. Lettera al Poleni intorno al-l’ecclissi solare dell’anno 1715. 4.to.-Padova 1716.

11. Lettera al Facciolati soprauna pubblica iscrizione di confini,che sta registrata a lettere antichenel palazzo pubblico di Asolo; e so-pra un frammento di altra iscrizionepur d’Asolo. - Trovasi nel supple-mento al Giornale de’letterati,Tomoprimo.

12. Metodo facile per trovare laIndizione Romana di un anno pro-posto. Sta nel tomo IV degli opu-scoli del Lazzaroni.

13. Lettera sopra una figura dibronzo ritrovata in Aitino. Sta nelGiornale de’ letterati, anno 1710.

14. Osservazione sopra una iscri-zione della Città di Capodistria. 4.tosenza luogo 1745.

Opere manusgritte.

1. Discorsi e calcoli fatti per laCongregazione della riforma delCalendario.

2. Istoria de’ Patriarchi d’Aqui-ieja.

3. Relazione della Città di Cì-vidale.

4. Raccolta di carte e di notizieassai rare pel vescovado d’Adria.

5. Difesa della Dissertazione apo-logetica De annis M. Aurelii An-tonini Elagabali.

6. Dissertatio Epistolaris de E-scis Rosalibus et Vindemialibus.

7. Trattato sopra le Paci degliantichi, 1712.

8. Osservazioni sopra la Storiadel P. Natale Alessandro.

9. Molte Epistole di erudizione.

10. Poesie italiane e latine.

G. B. BASEGGIO.

BERTIROSSI BUSATA(France-sco). Nacque in Marostica, castellopresso Bassano, nel 1775 da An-drea, e da Caterina Cumano. Ebbei primi elementi delle lettere in pa-tria, quindi, pure in patria, quellidelle matematiche, a cui si conob-be di subito ch’egli era prepoten-temente chiamato. Voluto da Dioal sacerdozio, obedì alla vocazione,e di quindici anni, cioè nel 1792,vestì l’abito sacerdotale. Passò inappresso nel Seminario di Padova,ove la dolcezza del temperamentoe l’applicazione continua allo stu-dio il resero caro a tutti. Nel 1801celebrò il suo primo saci’ifizio. De-sideroso di ottenere il dottorato inquelle discipline eh’erano suo pri-mo amore, entrò nella università,e mostrandosi assai presto supe-riore a’ suoi compagni, con elogide’ maestri, ottenne nel 1807 il de-