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meritava parimenti distinte paroledi lode dal signor Ganlieri ispettorein eapo de’ boschi durante il RegnoItalico, ed autore di pregiate operein tale argomento. Ma 1’ opera incui diede bel saggio del suo inge-gno, e che trattò con qualeh’esten-sione, è quella che pubblicò nel1802, col titolo di Analisi sui fule-commissi perpetui. Spiegò in questaun corredo di vaste cognizioni nel-la statistica, nell’ antica e modernagiurisprudenza civile, e nella pub-blica economia, fondendo però 1’ e-rudizione, non per isfarzo inutile,ma temperatamente, ed in acconcimodi per indagarne l'origine, e se-guirne l’applicazione diversa di que-sti fìdecommissi ne’ diversi tempi,mostrando come la perpetuità lorosia ripugnante ai principii delia ra-gione e perniciosa agl’ interessi delbene pubblico, cagionando un sen-sibile decadimento all’ agricoltura,alle arti e al commercio col con-centrare la ricchezza nelle mani diuna classe privilegiata, ed impedirela equabile e ben ordinata circola-zione di essa nelle altre classi delcorpo sociale. Nè osando proporredirettamente la totale abolizionedi essi come istituzione troppo in-veterata, proponeva sapientementeun disegno di legge con cui limita-re la troppo esagerata estensione diessi, e levare gran parte degl’ in-convenienti che da loro scaturivano.Era questo libro encomiato da unMabil che dicea di trovarlo ciotto ,sensato , metodico , ragionalo ; daun Simone Stratico, che lo chiama-va : a libro di molta dottrina, e di
importantissima applicazione. » Me-rita pure di esser ricordato un altropregevole opuscolo di lui dato in lucenel 4808 col titolo di Saggio stil-li Agricoltura, Arti e Commerciodi un certo spazio del dipartimen-to del Tagliamento, riguardo alquale il già citato Filippo Re si pia-ceva esternare: « trovar in questomolta dottrina, riscontrare l’autoreversatissimo nelle cose agrarie ,commerciali e politiche, e giudicar-lo degno di molt’onore. » E diffattispiega in questo la sua perspicacianel rilevare i difetti e gl’ impedi-menti da cui erano circondate que-ste tre motrici potenze della pro-sperità nazionale in que’ paesi, enel proporre i più savi provvedi-menti per rianimar ed estendere labenefica loro influenza. Onoratoquindi dalla pubblica stima venivaaggregato, oltreché alle illustri ac-cademie patrie di Udine, di Oder-zo, di Treviso, di Padova, di Vero-na, a quella più insigne dei Geor-golili di Firenze, ed alla SocietàItaliana di Scienze, Lettere ed Artiresidente in Livorno, e meritò al-tresì di occupare un seggio tra glielettori del Collegio de’ doLti, fon-dato da quel grande, che avea dimira con tal istituzione di dar lu-stro e dfgnità agli ingegni più di-stinti e benemeriti della nazione inogni ramo di dottrina e di arti uti-li, e di animarli ad accrescere lapubblica ricchezza co’frutti del lorosapere.
Fu poi agronomo distinto spe-zialmente per la parte pratica. Pa-drone di estesi poderi, e ui ampio