474
col maritale nodo nel 4823, e lasua scelta cadeva sì in acconcio datrovare nella nobil consorte chi col-1’ egregie doti di spirito, e collasoavità de’ modi abbellisse gli ulti-mi anni di sua vita, e lo facesselieto di una prole a ristorarlo dalledolorose perdite sofferte. Moriva nel4835 colla fama di uomo intemera-to e giusto, ornato di prudenza edi sapere, che negli scritti e nelleproprie azioni fu ispirato costante-mente dal nobile pensiero di ado-perarsi efficacemente pel bene deisuoi simili.
G. P. FABRICJ.
MASTROFINI (Marco). Qualee quant’uomo sia stato l’abate Mar-co Mastrofìni, meglio che per glialtrui discorsi, si dimostra per leopere che di lui ci rimangono. Gra-matico, storico, critico, poeta, ora-tore, teologo, filosofo, giureconsul-to, apologista, fece più certa la con-dizione delle diverse parti dello sci-bile, cui approssimi» l’ingegno.
Nato di Paolo e Domenica Mo-scatelli il 25 aprile del 4763, inMonte Compatri (1), si condusse aglistudii l'anno decimo dell’età sua inRoma, e di là a due anni nel semi-nario e collegio di Frascati , suadiocesi. Era allora quel seminarioricco di bella fama, e per insegna-tori e per discenti fioritissimo; men-tre che l’imitabile Cardinale prin-cipe duca di Yorch ivi profondeale pastorali sue cure come buona
(i) Terra sopra Frascati, distante circacinque leghe da Roma.
parte delle sue copiose dovizie.Cresciuto a ferma adolescenza, do-po aver dato esperimento di sè inmolti e ripetuti esercizil letterarii,il Mastrofini rivolse 1’ animo allespeculative scienze ; ma non con-tento al metodo allora in quelle a-doperato, ebbe ad aprirsi stradaperse medesimo; il che forse glivalse la piena conoscenza di tuttoche ritarda o facilita l’umano inten-dimento. Con pontificia dispensacreato sacerdote innanzi al prescrit-to tempo, sostenne (4786) personadi maestro in filosofia e matemati-ca, e si mise ad operare un brevecorso di regolati studii, cui ( per-suaso i brevi corsi cader presto dimoda) non volle mai commetterealla pubblica luce. Ma in occasionedi filosofica disputa trattò e permi-se alla stampa una dissertazionesulla esistenza di Dio consideratasecondo gli attributi, ciò che l’insi-gne Wolfio ad egual cimento nonfece ed altri avvisò non possibile afare. Questo lavoro, che gli pro-cacciò nome e grido di valente fi-losofo, riscosse giustizia di elogi dalfamoso Cardinale Gerdil, uomo nel-le metafisiche riveritissimo. In queltorno di tempo sentì affacciarglisiprimamente l’idea della sua metafi-sica sublimiore, e mettendo il pen-siero in soggetto sì arduo, meditòin iscorcio i grandi veri, che dove-vano fermar le basi dell’ inconcussolavoro. Non è del nostro proponi-mento di portar giudizio sopra un’opera che stancò tante lodi e tantibiasimi. Solo diremo che egli ebbeanimo incorrotto e mente superiore