ad ogni riguardo nel cercare e por-re in mezzo gli argomenti del suosovrumano concetto. E pochi mo-straronsi delle fatiche più sofferentidi lui nel tirare a riva un lavoro,che tiene pur sospesi gli animi deisavii, e che gli costò tanto rivolgi-mento di libri, e tante meditazionisui padri greci e latini. Ne apparvealla luce il primo volume (1816) de-dicato all’amorevole Santità di PioVII; ma poi che fece luogo a di-spute e risentimenti di ogni manie-ra, a cessare Io scandalo , ne fucessata la pubblicazione.
Nella sua dimora di Frascati con-trasse amichevole conoscenza conogni illustre che da Roma si di-portava nell’ estate a quell’ amenosoggiorno. Così conobbe da vicinoAppiano Buonafede, Vincenzio Mon-ti, Gherardo De’llossi ed altri sen-za numero ; dalla conversazione deiquali riportando accesa la mentealla letteratura, scendea soventedall’altezza de’ suoi pensieri, e dal-le fatiche del suo magistero a co-glier fiori poetici, sebbene da’ suoiversi, più che la forza della fantasia,appare lo studio e la santità degliammaestramenti.
Intanto la fiamma della rivolu-zione francese sorgendo alta e ga-gliarda si era gittata in Italia, enella universale dissoluzione dellecose erasi sciolto anche in Frascatiogni assembramento di giovani al-lievi. A nessuno è ignoto quali uf-lizii o carichi pubblici a lui, venutonovellamente in Roma, si addossas-sero ( 1799 ), e come loro satisfa-cesse con disinteresse ed amore. Fu
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allora che correndo moda delle tra-duzioni de’classici, egli vi si speri-mentò, e intraprese fra le altre mol-tissime la versione di Sallustio (ri-masta sempre inedita ) innanzi chel’Alfieri e il Nardini pensassero allaloro.
Il breve piano da lui scritto ariparare almen temporariamenteallo sconcerto che si aveva nel cor-so delle monete dello Stato, fu te-nuto il migliore della circostanza ;ma il Cardinale Fabrizio Ruffo, alquale fu diretto, non lo rimeritòche per lettera con una ricchezzadi ringraziamenti senza fine. Ulti-mamente riapertesi le scuole (1803)di Frascati fu visto di nuovo il Ma-strofini sollecitarsi della istruzionede’ suoi allievi, sottomettersi alledifficili e non ingloriose fatiche difilologia, e togliendo alla polveredelle biblioteche opere di antichiprosatori e maestri, far chiara conaggiustato giudizio la ragione deinostri verbi irregolari, e ciò che èdella poesia e ciò che è della prosafermare con allegazioni in distintacopia di passi. — Mise mano allemeditazioni del p. Fabio AmbrogioSpinola gesuita, e vi scomparverol’ozio delle parole, la picciolezzadeile idee, ogni assurdo dell’infameseicento, e così più nette e più bel-le riuscirono a veder la pubblicaluce.
Dai tre libri delle usure, cagionedi seconde controversie, chiaro sipare come del denaro nuli’ altro eiconosceva che gli usi veramente utilied onorati.Molti opuscoli,per questo,gli si pubblicarono contro, e sono :