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[Volume Nono e volume decimo.]
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Educato in patria dagli Scolopii,non si tosto crebbe negli anni chebramò di formar parte della fami-glia degl’ institutori suoi, ed accol-to, passò a studiare le umane let-tere, le filosofiche e teologiche di-scipline in Firenze. Non è da direcome per ingegno ed istancabile as-siduità vantaggiasse gli altri tut-ti della sua scuola, e come ab-bonisse fin d’allora l’irtezza di al-cuni sillogizzanti « duri, scrìve ilFabroni , della parola al pari chedei costumi, co’ quali era pur forzasi trattenesse', vedea ben egli checodesti falsi maestri della sapienza,più presto che alla difesa, allostrozzamento pensavano della ve-rità, e riducevano la filosofia ad un’arte di sottilmente e faticosamenteimpazzire. « Nè poi ci avvisassimoche per lo amore, cui nudriva ar-dentissimo , agli ameni abbando-nasse gli studii più severi, mentrea questi dedicossi di tutta lena, e laprima prova in che usci pubblica-mente l’ingegno del Corsini fu lageometria, componendo intorno al-la quadratura del circolo un libric-ciuolo cui eonseerava a Giulio Gran-di, dal quale ebbesi encomi ed ec-citamento a progredire in quellascienza che gli prometteva e distintied onoratissimi trionfi. In onta alleparole assai lusinghiere di quel per-sonaggio nelle matematiche dottis-simo, Edoardo senliasi inclinato,più ch’altro, alla letteratura, e glispiacque non poco lo eleggerlo chesi fece del 4723 a professare filoso-fia in Firenze. Tuttavia, come sivide eletto a quel magistero, si ri-

tenne per obbligato in faccia allasua coscienza ed alla gioventù af-fidatagli di attendere con ogni sol-lecitudine al disimpegno. Ricusandodi giurare nel nome di questo oquello scrittore, per quantunquecelebratissimi a’ giorni suoi, appi-gliossi nello insegnare ad un pru-dente eclettismo, e tale fu lo strepitodelle sue lezioni in Firenze, che silasciavano deserte le altrui scuoleper accorrere ad udire il Corsini.L’invidia, pronta sempre a dannode’ migliori per poco che loro spi-ri un’ aura favorevole, diessi teme-rariamente ad accusarlo di erroricontro la fede e la cristiana mora-le, in ispecial guisa nella interpre-tazione delle dottrine di Gassendoe Cartesio. Per chiudere la boccade’vili a codesti indegni latrati, edoffrire solenne testimonianza di sèmedesimo pubblicò allora le sue le-zioni, che, giusta l’argomento, furo-no divise in cinque volumi ; e ven-nero comunemente encomiate perl’eleganza dello stile e la moltepliceerudizione, andarono affatto salveper ciò che i donami od i costumirisguarda, ma non Sfuggirono lacritica in alcuni degli esposti siste-mi, massime in quelli che agli as-serti Neutoniani, a cui di buon ani-mo il Corsini mai non soscrisse, op-ponevansi. Per compiere il corsode’ filosofici insegnamenti e nellasperanza di ottenere la cattedra dimatematica nella università fioren-tina, diede alla pubblica luce un’opera in cui largamente trattava diquesta scienza, opera non moltodappoi riprodotta con parecchie cor-