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rezioni ed aggiunte. Volle mostrarpur anco quanto valesse nell’ ap-plicazione degl’insegnati prineipii etolse l’idrostatica ad oggetto delleproprie ricerche. In ciò chiaramentesi appalesa la somma versatilità èpronta sagacia dello ingegno di E-doardo, mentre ciascuno degli scrit-ti che accennammo, va ricco di moltipregi, fornì le scienze di nuovi lu-mi,. e quindi procacciò non pochi o-norevoli encomii all’autore; ma del-la vasta erudizione e della sveglia-tezza di mente, di che dotato era,si avranno appresso gli argomentipiù validi e manifesti. Gli fallì nonpertanto il desiderio per la catte-dra di Firenze, ond’ è che rivolgen-dosi a Pisa, ed avendo a proteggi-tore il gran-duca Giangastone, chestimavaio grandemente, ottenne ivitosto il magistero della logica. Loinsegnamento però di codesta scien-za non oceupavalo in guisa che nongli rimanesse assai tempo per dedi-carsi ad altri studii parecchi ed alui sommamente cari, nè fra questiebbero al certo 1’ ultimo luogo lelettere greche e latine. Strinse ami-cizia con Alessandro Politi che pro-fessava retorica nella universitàstessa ed era in ogni guisa di clas-sica letteratura eruditissimo, percui si accalorarono a vicenda, ed inparticolar modo Edoardo tutto ri-tornò di que’ giorni alla versioneed alia lettura de’Greci cui avevaper tempo intromesso, e ritornò dital lena che scriveva all’ amico divolere e svolgere e leggere e for-nire dì spiegazioni e di elogi, ecorreggere e confutare quegli scrit-
tori e maestri. Piè le promesse e-rano vane, chè imprese allora l’o-pera daddovero monumentale deiFasti Àttici, opera da cui facil-mente rilevasi quale pazienza nelleindagini, qual criterio nel depurar-le, e quale ricchezza di cognizioniavesse il Corsini; e, come uscì inluce, gli valse e molti e lusinghe-voli elogi, mi credo principalmenteperchè « non dice cosa che non siada ragguardevoli autorità e testimo-nianze, o almeno da una assai pro-babile conghiettura confermate; eda quest’uopo, lo che gli dovette co-sture indicibili fatiche , rintegrò ,svolse, adempiè que’ luoghi degliscrittori greci eh’ erano o viziati, onon intesi, o monchi, e ciò in ma-niera da lasciar dubbio se della lu-ce ch’egli ha ricevuto da essi, mag-giore ne abbia loro impartita. ?j IFasti Aitici ed altri scritti di similfatta che a que’giorni dettò il Cor-sini se gli valsero l’ammirazione egli encomii di molti, gli sollevaronopure le acerbe critiche di taluni, tra’quali gli si mostrò nimicissimo ilLami che ad oscurare la fama delnostro autore fece uso di quegli ar-tiScii che tornano sempre indegniper quanto eccelso sia il nome cheli sorregge, e lo degradano in pro-porzione della celebrità sua. Al La-mi però si rispose in un librettoche porta a titolo il Passa-tempoautunnale, in cui si vede che l’ir-ritazione dell’ animo lasciò trascor-rere le parole e non risparmiò lafama dell’ avversario il quale fu ri-cambiato di parecchie acerbissimetrafitture ; cosa da riprendersi an-
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