«uscendo e l’ingegno di Alessio, e-leggevalo all’arcivescovato di Ros-sune. Qui apparve nella sua veraluce la insigne moderazione di a-nimo del Mazzocchi e la fuga daquegli onori che altri grandementeavrebbero vagheggiato. Ringraziòil re del generoso atto, ma non silasciò sedurre dalla sublimità ed o-norificenza del grado, e ricusò diaccettarlo. Così a confusione de’suoinemici si le’ palese com’egli fosse edegno e maggiore di una dignitàincomparabilmente della decanaledi Capua più illustre. Lo scontrar-mi in codesti esempli m’è di grandis-simo conforto, poiché veggo peressi che il trionfo delle vili passioniè manchevole e vergognoso, nobi-le e permanente quello della virtù :rammaricandomi allora che allavirtù mancano, onde risarcirsi, lecircostanze. Raccoltosi in riposodalle brighe suscitategli e dallaminacciatagli dignità, tutto conse-crossi di nuovo a’ prediletti studiidella archeologia e delle sacreScritture, e se la Epistola a Ber-nardo Ianucci De dedicatione subascia fu segno del suo sapere ar-cheologico, lo Spicilegio Biblico cuidedicò a Carlo III re delie Spa-gne stette a grande argomento diquanto addentro conoscesse i librisanti e qual luce venir potesse aspiegameli da’ profani. « Se chia-» massi, scrive il Fabroni, code-» st’operaun tesoro universale della» sacra e profana erudizione, direi» molto meno del dover mio ....» Chi avrebbe creduto mai che da» Omero, Esiodo, Erodoto, Piato-
ci
» ne e dagli altri antichi scrittori» di simil fatta cui giorno e notte» avea fra mani il Mazzocchi, trar» si potesse sì gran copia di argo-» menti opportunissimi alla giusta»» interpretazione della sacra Scrit-5! tura? Compiacendosi tal fiata di»» questo lavoro, soleva pigliar per» suo quel detto di Cipriano che» affermava di aver tolto le spoglie»» degli Egiziani per adornare il•n tabernacolo di Dio.» Mentre contanta gloria di se e della patriaoccupavasi in questa maniera distudii, un domestico avvenimento lospinse a dettare uno scritto cele-bratissimo intorno a J figli che des-sero contro il divieto paterno lenuziali promesse, ed altro pubblicoavvenimento gli offerse il subbiettodi una opera che per quantunquea gravissimo danno incompleta, pu-re a preferenza delle altre tutteprovvide alla immortalità del suonome. Si discopersero nella chiesadi S. Giovanni Maggiore due lun-ghe tavole di pietra nelle quali scol-piti erano i nomi de’Santi dispostisecondo l’ordine mensuale, per cui atutta ragione argnmentossi eli’ ividescritto fosse il Calendario, di cheusava anticamente la chiesa napo-litano. Il Cardinale Spinelli ricor-se tosto per la interpretazione alMazzocchi, e, benché suo malgra-do, gli fu d’uopo cedere alle ripe-tute istanze, e quasi direi all’arci-vescovile comando. L’opera doven-do rispondere alla fama dello scrit-tore, divenne delle più vaste e spi-nose. Facea mestieri scrutare perentro agli atti de’ Santi, a’ vetusti