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zioni che a J maestri delFordine ap-partenevano. In codesta istoria ilPuciaudi adempie le parti di filosofo,di politico, di storico, di filologo edi erudito, nè giammai cede alleprove che sempre lo trovano a semedesimo eguale. Direi degli altripregi letterarii, ed in ispecial guisadi quella nitidezza ed energia diparola che usava nel dettare latineepigrafi, ond J è che il Fabroni neraccomandava la raccolta; direi de Jversi che ricordavano gli aurei se-coli di Roma, ove non mi piacessedi chiudere la descrizione della vitaletteraria del Paciaudi eoIFoperadella maggior fatica, e che posealle altre tutte il fastigio. Aggiu-gnerù alcun cenno delF indole sua.
La pulitezza de J suoi scritti rilu-ceva nel portamento, nel tratto, enelle vesti pur anco delFuomo illu-stre. Fu chi colse in questa parteil destro di accusamelo, come sa-cerdote ch’egli era. Se peccava disoverchio, lo condannerei aneti’ ioad egual ragione che condannereh-besi ciascun altro 5 ina se mantenevala decenza e il decoro convenienteal suo grado, perchè formare di ciòargomento di accusa, e trarre dallostato sacerdotale il punto d’appog-gio ad aggravamela? Era di modiilari e cortesi; quindi è che deside-rata era da tutti la sua conversazio-ne. Era liberale de’ proprii lumi, ecome vi fosse chi distinguevasi peringegno a qualunque grado e na-zione appartenesse, amavalo del me-desimo amore, poiché solea dire chela consanguineità degli studii edelle arti è pari a quella della
natura. È perciò che il Sibiliateaffermava che in tutto il tempo chesi trattenne in Parma presso il Pa-ciaudi non avea potuto notare in luiatto alcuno che non portasse Firn-pronta della gentilezza e dello spi-rito, della soavità e della grazia.Avrebbe solo voluto che stato fosseun po’meno,tenace ne’suoi concettifilologici. Compiaeevasi nell’amici-zia degli uomini illustri, e con pre-dilezione ricordava le cortesi ma-niere che usò verso di lui BenedettoXIV e gli eccitamenti che ricevettene’ propri studii da quel grandepontefice. Della religione era tene-rissimo e rammaricavasi assai comegli occorressero o libri od uominiche disprezzando i dogmi e i precettitentassero di corrompere la menteed il cuore altrui. A questo profon-do sentimento religioso cercò diattemprare le abitudini sue, ed inispecial modo negli ultimi anni dellavita divenuto era assai scrupolosoosservatore, e segnato aveva in unlibro di preghiere, del quale servi-vasi di tutti i giorni, que’ particolaridoveri da’ quali non avrebbe volutodeclinare giammai. Del 1782 coglie-vaio una minaccia di apoplessia, mariavevasi, e per quantunque affie-volito di molto ed infermiccio, pro-lungava di tre anni la vita che pernuovi assalti apopletici troncavasi ilprimo febbraio 1785. Anche in que-gli ultimi anni lo studio gli tornavaad alleviamento e fu veduto fiduciosoe tranquillo tendere al porto a cuianelava. Le mortali sue spoglieebbero tomba nella chiesa de J Tea-tiui ed alla tomba fu accompagnato