mirabile facilità di poetare gli die-dero accesso alle più cospicue fami-glie di quella città e gli procaccia-rono la benevoglieuza de’ profes-sori e de’ letterati più insigni cheivi dimoravano. Nè a quest’ uopogli tornò certamente vana la pro-tezione e 1’ opera del Bellunese a-bate Giuseppe Persico, allora Cano-nico della Cattedrale Padovana ; an-zi un elegante poemetto che il gio-vane Cappellani dettava per la ri-duzione cui faceva il Persico di unacasa e di un giardino nella contra-da di S. Massimo, poemetto ch’egliintitolava Ibis Urbanum , schiude-va il varco al sentiero che appres-so percorse per gran tratto dellasua vita. Quel poemetto presenta-vasi al Basadonna Veneto Senato-re, personaggio di molto senno eletteratura, e di que’giorni Capi-tano in Padova, e tanto si compia-cque di que’ versi che volle il Cap-pellani presso di se e quando passòa \enezia, e quando fu mandatoambasciatore della Repubblica alpontefice Alessandro VII. In quellalegazione fu Michele al Basadonnail più intimo e caro de’secretarii.Non è da dire in Roma qual si pi-gliasse campo larghissimo lo sve-gliato ingegno del Cappellani, equanto dalla conoscenza de’ più il-lustri profittasse. Avvicendava glistudii delle lettere a quelli dellacorte, e gli uni e gli altri disim-pegnava in guisa da meritarsi l’af-fetto e la comune approvazione;virtù certamente non facile a ritro-varsi. Caro com’era al pontefice,carissimo all’ ambasciatore, conse-Vor. X.
gui onori e provvedimento di pa-recchi beneficiì ecclesiastici, e del1661 fu dal pontefice eletto al de-canato di Belluno, ond’ è che il 25giugno di quell’anno scriveva dellaseguente maniera delicatissima alCapitolo di quella Cattedrale: <4 Si» è compiaciuta la Santità di Nostro» Signore di conferirmi il decanato» di codesto nobilissimo Capitolo, il» sedere negli estremi luoghi del» quale a me sarebbe sempre stalo» di somma gloria. Io che riverisco» in ciascheduna di esse quelle qua-» lità che a me mancano per soste-» ner degnamente questo grado,» procurerò di acquistarle col loro» esempio, o di compensarle colla» modestia. » Terminata V amba-scieria del Basadonna, con esso luiritornossene a Venezia ricco di o-nori, di molte ragguardevoli ami-cizie, e cresciuto nella universaleestimazione. Non v’era circostanzadel maggior interesse che non bra-masse di andar celebrata dai versidel Cappellaio, ed egli vi risponde-va con sagacia e singolare prontez-za, a tale che sempre vi coglieva leprime palme. Compose un Epitala-mio per le nozze dell’ imperatoreLeopoldo e n’ebbe auree collane,medaglie e diploma onoratissimo dilibero Barone del 8. R. Impero condiritto perpetuo per la discendenzadel fratello dì lui per ordine diprimogenitura. Compose un poe-metto, cui diede il titolo di CimbaeVenetae , accompagnando con essole due vaghissime Gondole che ilVeneto Senato spediva a Luigi XIV,ed ebbe anche eia quello splendido
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