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[Volume Nono e volume decimo.]
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monarca ricchissimo guiderdone. Disimil guisa i meriti del Cappellai - !ottenevano e fama e ricompensa,quando più serena ancora gli sorri-se fortuna. Clemente X, e con essoil Cardinal Altieri, nipote al ponte-fice ed impulso primo al governodello Stato, come quelli che dap-presso conosciuto aveano le virtùdel Basadonna, lo persuasero adaccettare la porpora cardinalizia.Il Basadonna volle seco, più che aprestargli servigio, a consigliere edamico il Coppellar), il quale di buonanimo ritornò alla capitale del cat-tolico mondo e confortò dell’ operapiù affettuosa il novello cardinalene’ difficilissimi incarichi a cui ven-ne assunto. Furono pari alle solle-citudini le ricompense: e il favoredi che il Basadonna meritamentegodeva alla corte pontifìcia ridette-vasi sopra il suo protetto, a cui ve-niva proposto il vescovato di Fel-tre, ma vi rinunciava. Forse piùsplendidi onori attendevano il Cap-pelluti, ed egli stato sarebbe aglionori eguale, se la morte pria delpontefice e poco appresso del Cardi-nal Basadonna, non avesse cangiatofaccia alle cose, lasciandolo privo deimassimi suoi sostegni. L’ Odescal-chi e 1 ’ Ottoboni si successero nelpontificato, ma non toccò al Cap-pellari di cogliere neppur sott’ essiil frutto de’suoi meriti. Fu allorache, morto il Ferrari che professa-va belle lettere nella UniversitàPadovana, gli amici di Michele siadoprarono perchè quella cattedravenisse a lui conferita, e 1’ ottenne-ro; ina egli dopo qualche esitazione

dislmpegnavasi, allettato dagli ecci-tamenti e dalle gentili promesse diCristina regina di Svezia, la quale,scriv’ egli al canonico Persico, « mi55 ha fatto ringraziare, ed ha poi55 voluto farlo ella stessa ... e mi ha55 profusamente esibito più di quello55 che mi era costì offerto 55 (1): ac-cettò quindi presso Cristina il postodi secretano delle lettere latine.Siccome poi ella teneva splendidis-sima corte e v’intervenivano gliuomini più - insigni nelle lettere enelle scienze, così ebbe il Cappel-lari il destro di mostrare quantovalesse nella poesia, e Cristina, co-nosciuto il merito di lui, invaghissidel desiderio che per lui si can-tassero le sue gesle. Imprese dun-que a scrivere in esametri latini laCristineide che gli valse dodici annidi fatica. Narrasi che, come proce-desse nel lavoro, Cristina, che vo-leva esserne messa a parte ed eradonna pari al giudicio, si compiaces-se assai, Non pertanto le bastò lavita a veder compiuta l’opera va-gheggiata, ma venendo a morte nel4 G 89 lasciava al Cappellari un’an-nua pensione colFobbligo di ridur-la a termine, ed altra ragguarde-vole somma per la stampa. Del4091 intorno a quel suo poema ead altri componimenti così scrivevaal canonico Persico : « Poco uscirò55 da questo mio recesso ... non im-55 proprio all’applicazione del poe-

( 1 ) 11 Sancassani erra laddove nella suaBiblioteca volante asserisce che alt abateCappellari fu meritamente conferita hicattedra del ferrar:.