dulo un nemico che ferisca, ma unamico che corregga, essendo mi-gliori, anche a senso delle divineScritture, le percosse e le ferite diuno che ama che i frodolenli bacidi chi odia; pure le percosse e leferite si raddoppiano di soverchio esono gravi di troppo per iscusar-nelo dell’ira e di quella mal gover-nata esacerbazione di animo che adogni tratto si manifesta. Può sal-varlo in parte la protesta : che a-veva egli deliberato di non pubbli-care col mezzo della stampa quellelettere, contentandosi di averledate a leggere ad alcuni suoi ami-ci... a’ quali non piacendo questasua risoluzione ... lo accusavanodi troppa delicatezza e viltà d’a-nimo ... sicché alla fine dovettecedere e piegarsi ai consigli edalle voglie loro. Gli amici, se dav-vero erano tali, dovevan pure con-sigliamelo a temperare l’eccessivoe tal fiata ironico rigore di moltefrasi, ed egli non operò da uomoprudente nello ascoltameli in tutto.Lo Zannetli, come ben si polea pre-sagire, della maniera medesima ri-spose, per cui furono moltiplicatevicendevolmente le ingiurie. Cilese lo punsero le trafitture di alcunipochi, andò lieto dell’amicizia de’più ragguardevoli personaggi, eparecchie aggregazioni scientifichee letterarie ebbero per grande ono-re lo ascriverlo al proprio numero.Lo stile del Lazzari è franco e dis-involto e si fa leggere con piacere,quantunque tal fiata manchi di pu-rezza e si risenta dei difetti, piùche dell’uomo, del secolo. I con-
223
celti d’ordinario sono giusti e pre-cisi e meritevoli di fede, tranne làdove obbedisce ad alcuna sua pre-venzione particolare, lo che a ino’di esempio è avvenuto in molledelle cose che disse intorno a Ve-nanzio Fortunato. Nella satira èacuto, nelle indagini pazientissimo,nella erudizione profondo, e fameraviglia il vedere uotn secolare,occupato fra gl’ impicci di gravo-sissimo incarico, conoscere sì ad-dentro i riti, le leggi della chiesaed i suoi storici avvenimenti. Nel-l’Europa Letteraria , giornale chericordammo, lo si dice amantedella verità , nemico dell’impostu-ra, di amena conversazione esinceri costumi. Moriva del 4770e le lettere e la erudizione perde-vano in lui un saggio ed operosocultore, Venezia un adornamento,Asolo un poderoso patrocinatoredelle sue glorie. Conosceva egli lalingua greca, e la latina scrivealacon molta eleganza e fucilila, co-me lo provano le lettere contro ilMafie! e 1’ opera sua : De fabulaordinis Conslantinìani. Gli au-tori che fecero particolare ed ono-revole menzione del Lazzari furo-no : il Tirabosclii nelEElogio sto-rico di Rainbaldo Azzoni Avoga-ro : il Morelli nelle note a’ com-ponimenti poetici di vari autori inlode di Venezia : il Trieste negliuomini illustri di Asolo : il cav.Ippolito Pindemonte nell’Elogio diScipione Maffei : il cav. CristoforoRovero nella vita del co. JacopoRiecati: il Guerra nella dilucida-zione de’ Marmi di Asolo : i Re-