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[Volume Nono e volume decimo.]
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Lamagna amantissimo della musi-ca, nulla lasciava intentato (1697)per avere a maestro della cap-pella di Vienna il genio Crevalco-rese. Ma i Bolognesi noi consenti-rono. Molt’ arte pure adoperò Fer-dinando Gran Duca di Toscana peronorare la corte di sì ragguarde-vole personaggio, ma indarno. Al-T opposizione de’ Bolognesi univaGiacomo Antonio le sue riverentiripulse, preferendo una vita ritiratae tranquilla, e la cara sua patriaallo splendore delle corti e allestraniere città. Grato però si ad-dimostrò sempre a questi principigenerosi, e, succeduto al trono Ger-manico Carlo VI, gli intitolò un’Opera in musica. Tale fu il gradi-mento del principe che gli mandòin dono una collana d’ oro del va-lore di cento zecchini e lo nominòsuo consigliere, come risulta da di-ploma in data dell’ 41 febbraio4740. Ma l’età eie (ittiche comin-ciavano ad essere un peso per luiimportabile. Gli fu dato quindi acoadiutore un perito maestro, chefu D. Giuseppe Corretti, onde nel-l’ordinario carico dell’ istruzionegli porgesse un alleviamento, e ne-gli ultimi anni della sua vita nongli mancassero quegli agi e quellecomodità che troppo sono dovutea chi tutti i suoi giorni ha impie-gati a lustro e vantaggio della so-cietà. Fu in questo tempo che po-tè accettare l’invito che il ponteficeBenedetto XIV gli fece di con-dursi a Roma a godere per alcuntempo le delizie di quella eternacittà. Onorato dall’immortale pon-

tefice di molta benevolenza, questovecchio ottuagenario passò alcunimesi presso quel lume della Chie-sa, proteggitore delle lettere e del-le arti, e tornò poscia a Bolognaricolmo delle più gentili accoglien-ze, e delle più sincere dimostra-zioni d’affetto, che principe di no-biltà d’animo adorno potesse usaregiammai. Reduce in patria proseguia nobilitare il suo secolo colle suegloriose fatiche. Avvegnaché fos-se in sullo stremo del suo vivere,continuò nullameno a godere diuna somma prosperità di salute,e se non gli fossero venute menole forze, avrebbe retto colla pri-miera alacrità e vigore di mentealle consuete occupazioni. Con tut-to ciò seguì,benché lentamente, frail riposo della decrepità ad appaga-re il desiderio delle principali cittàd’Italia, ora pronunziando giudizii,ora dando voti pei concorsi alleprime cappelle d’Italia. Con prin-cipi e professori aveva continuacorrispondenza, e nella stime degliItaliani e degli stranieri trovavanegli ultimi anni suoi il frutto deglistudii della gioventù. Oh, è un belpassare l’inverno degli anni coldolce conforto deir'amore e dellavenerazione di tutti! F, ben poteacompiacersi il nostro Perti di averespesi utilmente i giorni della gio-vinezza. Che mancavagli mai peresser pienamente felice ? D’irseneornai a ricevere il guiderdonede’ singolari suoi meriti e delle suevirtù anche nella sede beata de’no-stri padri dal Dispensatore deibeni dell’ eternità. Questo da lui