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[Volume Nono e volume decimo.]
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8. Raccolta degli Epitaffi dei lette-rati sepolti in Roma.

9. La Gerusalemme liberata ri-dotta alla vera lezione.

Il Bonamici, de Claris Pont,epist. script, p. 19, Luccae -1784, lodisse: Vir sane eruditus qui tarauberem ac mirificum clarissimo-rum vìrorum qui saeculo XF1 flo-ruerunt notitiam habet ut cum hisvixisse et versori eliam num vi-deatur. E il Fabbroni nel dedicarglila vita di Alessandro Guidi, PitaeJtalorum, t. XI, p. 268, lìomae i1770: Quantum enirn judicio va-leas satis ostendunl multae quaeligata et soluto oralione in vulgusemisisti, in quibus nil nisi elegans,benemoratum, perpolitum et per-fectum videre licei. Il Tiraboschiancora lo ricordò più volte cononore nella sua Storia della Lette-ratura italiana.

Scrissero del Serassi:

Il Dizionario degli uomini illu-stri di Bussano, t. XVIII, p. 351 esegg.

Lombardi, Continuazione al Ti-raboschi, Voi. IV, pag. 181,1. 3.

Ticozzi, Continuazione al Cor-niani. Milano pel Ferrano, 1832,p. 95.

G. F. RAJIBELLI.

GIUBEGA (Pascasio Vincenzo).Nacque in Cali di Giuseppe Da-miano Giubega , e di AngiolaMaria Emanuele il 9 agosto 1761,

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allor quando il padre (1), accusatodi fellonia, era detenuto nelle car-ceri di Genova. Prese cura della suafanciullezza Lorenzo Giubega, suozio paterno, oratore e giureconsul-to di raro ingegno, e di rinomataabilità nel maneggio de J pubblici af-fari. All’età di 12 anni, condotto inGenova ed affidato alla disciplinadell’arcidiacono Pasquale Giubega,altro suo zio, fu educato alle buonelettere da questo dotto ecclesiasticodal padre Fasce, scolopio, e dagliex-Gesuiti Mazzuola e Paolo Mag-giuolo. Compì gli studii preliminariin Firenze ove ebbe per istitutorinelle greche lettere il padre Cioni,e nelle matematiche elementari ilpadre Canovai. La consuetudinecolla improvvisatrice Corilja e coitanti letterati che fiorivano allorain quella capitale, svegliò il suogenio per l’amena letteratura, sen-za rallentare 1’ alacrità sua per glistudii più gravi. Davano allora granfama alla Università di Pisa il Lam-

(i) Quando i Corsi dell’interno si era-no sottratti al dominio genovese, e letruppe francesi, ausiliarie di Genova, sottoil comando del marchese di Curlay occu-parono le piazze litorali, il Governatore ge-novese Grimaldi, sospettando nei Francesiil disegno d’impadronirsi dell’Isola, tennesecrete pratiche per discacciarli dai pre-sidii. In Calvi il dott. Giubega secondatoda altri amici del marchese sconcertòquella trama. Accusato per vendetta dalGrimaldi d’intelligenza cogl’indipendenti,non senza grave contrasto fu chiarito in-nocente dal Senato di Genova. ( V . Giu-stificazione della Rivoluzione di Corsica,opera anonima stampata in Corte nel 1764,p. 4 S).