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predi, il Sarti, i due Guadagni, ilpadre Antonioli, il padre Gameti i,il Tosi ed il Pignotti. Giubega, oltreche imparò da questi le scienze sa-cre e naturali, le matematiche etutte le partì del diritto civile e ca-nonico, applicò l’ingegno non menoalla greca eh’ alla tedesca ed allainglese letteratura. Tornò dagli stu-dii nel 4784 ; il 3 maggio del me-desimo anno fu ascritto dal Consi-glio superiore al ceto degli avvo-cati, e nelle poche cause che patro-cinò diè prova di maschia ed ornataeloquenza. Ma ripugnante agli eser-cizii forensi, fu sul punto di lasciarla toga per Tarmi; e senza un e-spresso divieto de’ suoi avrebbe ac-cettato un grado di uflìziale, confe-ritogli ad istanza del colonnello Rossinel reggimento reai Corso. Andòinvece segretario della Legazionefrancese in Genova, e visse carissi-mo ai più colti ingegni della Ligu-ria, fra i quali giova rammemorareil padre Solari, il padre Laviosa, ilpadre Serra, l’abate Pietro de Be-nedetti , e l’avvocato Nicolò Ar-dizzoni. In un viaggio letterario,ch’ei fece allora in Toscana e perl'alta Italia, strinse amicizia co’suoiantichi maestri e co’ più dotti Ita-liani che illustrarono la fine delsecolo XVIII. Richiamato in patriada’ suoi, che lo destinarono al sa-cerdozio, ricevette nel 4788 gli or-dini sacri da Monsignor MatteoGuasco, vescovo di Sagona, di cuidivenne nell’ anno seguente vicariogenerale. Dopo una nuova gita inItalia, si trovò nel 4794 nella citta-della di Calvi, quando fu assediata
dagli Anglo-Corsi. I suoi concitta-dini e le autorità civili e militari loinviarono deputato ai rappresen-tanti del popolo francese presso laarmata d’Italia, onde espor loro ipericoli del presidio, e richiederemunizioni e vettovaglie. Il rappre-sentante Saliceti sollecitato da quelmessaggio partì speditamente daTolone alla volta di Corsica con unasquadra di bastimenti da guerra;ma seppe cammin facendo la capi-tolazione di Calvi e di Bastia, e siritrasse nel golfo Juan. Finchédurò in Corsica la dominazione in-glese, Giubega soggiornò in Pro-venza con la sua famiglia e con glialtri Corsi, che tennero per la Fran-cia (4). Ripatriato co’suoi compagnidi emigrazione nel 4790, fu elettomembro dell’Amministrazione cen-trale del dipartimento del Golo dalcommissario del Governo francese,Miot ; ed essendo d’un animo coisuoi colleghi, riuscì, per quanto erapossibile, a conciliare in quella su-bita mutazione di cose gli uominidel nuovo con quelli del passatoGoverno. Il collegio elettorale delmedesimo dipartimento lo inviòpochi mesi dopo a Parigi col titolodi giudice del tribunale di cassa-zione. Nel breve esercizio di questepubbliche funzioni, egli fu modera-to e zelante, e, malgrado de’tempi,imparziale ed illibato. Dopo un annodi magistratura egli rassegnò lacarica di giudice di cassazione perrestituirsi in patria. Sebbene inde-
(i) Vedi Etat actuel de la Corse etc.p. P. Pompei, à Paris l8ìi, pag. a3-2.